Privacy Policy Cookie Policy


Per visualizzare eventuali video in questa pagina devi accettare prima i cookie di "esperienza".

Se li stai visualizzando significa che hai già accettato i cookie di esperienza che puoi disattivare in qualsiasi momento.
Quindi ricaricando la pagina i video verranno disattivati.

Nuovo incarico per p. Flavio Cavallini

Amministratore Apostolico dell'Albania Meridionale

Sabato 25 aprile la Sala Stampa Vaticana ha diffuso il comunicato che Il Santo Padre ha nominato Amministratore Apostolico dell’Albania Meridionale, senza carattere episcopale, P. Flavio Cavallini, O.F.M., finora Parroco di Sant’Antonio a Tirana. P. Flavio è nato a Verona, ha studiato all’istituto Teologico San Bernardino e a Gerusalemme, è stato ordinato sacerdote nel 1984. E’ in Albania dal 1993 prima con incarichi nella diocesi di Scutari,  poi come Ministro Provinciale e insegnante nell’Istituto Teologico di Scutari. In seguito è passato nella diocesi di Lezhe con altri incarichi e negli ultimi 12 anni è a Tirana, nella parrocchia di Sant’Antonio.

P. Flavio: ci racconti il suo nuovo incarico…

Non invento nulla, ovviamente, mi inserisco in una tradizione. L’Amministrazione Apostolica dell’Albania Meridionale esiste dal 1939, io sono il sesto Amministratore. Porto avanti un lavoro di accompagnamento della realtà cattolica nel sud dell’Albania, dove i cattolici non sono molti perché è terra da sempre legata alla chiesa ortodossa, e ovviamente all’islam che è maggioritario in tutto il paese.

Ci descriva la realtà cattolica in Albania

L’Albania anche dal punto di vista della fede segue la storia degli imperi: il nord legato al mondo romano, latino e quindi cattolico, il sud, ad iniziare da Valona,  legato all’impero d’Oriente e quindi di tradizione ortodossa. Su tutto il paese si è steso l’islam che è diventato maggioranza. Indicativamente il paese è  70% è musulmano, 15% ortodosso, il restante cattolico e oggi anche evangelico. Si parla di 500 mila cattolici, ma la mobilità della popolazione in Albania è ancora molto forte e quindi è difficile sapere quanti di questi sono in patria e quanti all’estero.

Torniamo a sud, al suo Vicariato…

L’Albania è 28 mila km quadrati, come Veneto e Friuli, e il Vicariato dell’Albania Meridionale comprende esattamente metà del territorio, a sud di Valona. Siamo 12 sacerdoti, quasi tutti missionari, molti italiani, che gestiscono ciascuno più comunità molto piccole, se si pensa che in tutto il Vicariato i cattolici sono stimanti in 2-3000 persone.  Ci sono poi le religiose, anch’esse quasi tutte missionarie, con opere sociali (scuole, centri sanitari, centri di animazione) anche molto rilevanti e significative alle quali si rivolgono tutti, cattolici, musulmani, ortodossi, senza distinzione alcuna.

Com’è il rapporto ecumenico e interreligioso?

Posso dire  che non viviamo particolari tensioni. Come insegnante all’istituto teologico ho buoni rapporti da molti anni con i vescovi ortodossi, condividiamo anche alcune iniziative. C’è un dialogo ufficiale, ma c’è un dialogo ecumenico e interreligioso fatto dalle azioni nella vita di tutti i giorni che va molto oltre anche a quello che appare. 

Il sud dell’Albania si è già affermata come meta turistica internazionale…

Si, e meritatamente: c’è un mare bellissimo, ma anche le montagne dell’entroterra attirano turisti, che per il Vicariato diventano occasioni pastorali. A Valona e in altre località ci sono celebrazioni in lingua italiana e in altre lingue per la stagione turistica che ogni anno si fa sempre più lunga. Poi ci sono i pensionati italiani che risiedono molti mesi nel sud dell’Albania: sono qualche centinaio ma sul numero totale dei cattolici diventano una percentuale significativa. E poi ancora il ponte di Perati, con il cimitero dei caduti di Berat  nella tragica battaglia degli Alpini contro le forze greche durante la seconda guerra mondiale. Ancora oggi arriva gente a cercare la tomba di un parente.

Search