Lettera agli amici
Lunedi della Settimana Santa, 30 marzo 2026.
Non perdete la fiducia nella Parola del Signore.
Dobbiamo essere perseveranti nel fare la sua volontà.
(Liturgia delle Ore di oggi ispirata nella Lettera agli Ebrei 10,35s.)
Carissimi,
abbiamo iniziato ieri la Grande Settimana a cui ci siamo preparati con cinque settimane di riflessioni a partire dalla Parola di Dio, preghiere e digiuni.
Quale è stato il nostro riferimento, il punto di partenza su cui ci siamo basati per la riflessione quaresimale? Confesso che, tra le mille cose in cui sono coinvolto, quella che mi affliggeva di più è stata e tuttora è la situazione di violenza e morte che affetta migliaia di innocenti, provocata principalmente dalla brutalità di chi non rispetta il diritto dei popoli e le convenzioni internazionali. Di chi fa della forza un diritto. Di chi vede nell’altro un nemico.
Ieri, Domenica delle Palme, come di costume nella comunitá Pankararù, abbiamo iniziato la settimana santa con la lettura del vangelo (ingresso di Gesù in Gerusalemme) e, seguendo la Santa Croce, siamo saliti sulla cima del monte che sta sopra la mia casa. Popolo di Dio in cammino. Seguaci, discepoli, seguitori di quel Gesù osannato per i miracoli e condannato per le parole. Difensore dei peccatori e voce della coscienza per quelli che si consideravano giusti.
In cammino verso l’alto, nel duro sforzo che la salita richiede, giovani e anziani, uomini e donne. Ma tutti insieme, cantando e pregando. Quale fosse il pensiero di ciascuno solo Dio lo sa, ma il mio era centrato sulle persone innocenti che soffrono per cause che neanche sanno. Povere e semplici persone che entrano nei loschi giochi di potere dei “grandi”, pazzi e irresponsabili, che dovrebbero essere servitori (ministri) dell’umanità e non solo della nazione.
La speranza
Gesù “ci ha aperto un cammino nuovo… attraverso la sua umanità” (Lettera agli Ebrei 10,20). In questo sta la nostra fede, nell’umanità di Gesù… e nella fede che il Padre ha nelle capacità umane. Alla fine Lui, il Creatore, ha pensato e fatto l’umanita a sua immagine e somiglianza. Ha messo il suo soffio in quello che era solamente terra. E il Risorto, già dalla croce, ha soffiato lo Spirito Santo su quelli per i quali ha chiesto perdono perchè non sanno quello che fanno.
Siamo noi. Non sappiamo quello che facciamo quando ci chiudiamo in noi stessi, quando compriamo e consumiamo indiscriminatamente, quando cambiamo un’auto a benzina per una elettrica invece di andare un po’ di più a piedi, quando distruggiamo un’area verde per fare un condominio privato, quando...
Siamo noi quando sostituiamo l’essere con l’avere, l’amore con il potere, il dialogo con la paura.
La speranza viene dai poveri, dicevano alcuni qui in America Latina. Non per causa della povertà, ma a causa dell’umanitá, della semplicità delle relazioni, dell’essere “ridotti” (ri-condotti) all’essenzialtà. Ma cosa è essenziale in questa vita?
L’azione
Qualche settimana fa alcune persone che animano le comunità cristiane/indigene pankararù si sono riunite per una formazione. Cercavamo di imparare come realizzare un Circolo Biblico. L’idea è che ciascuno possa riunire i vicini per leggere la Parola di Dio e lasciare che questa illumini la vita. Hanno visto che per fare questo non si ha bisogno di grandi studi. È solo cominciare a leggere, cercare di capire quali personaggi sono coinvolti nel racconto, cosa fanno. Principalmente vedere cosa fa e dice Gesù e quali reazioni provoca. E, alla fine, chiederci: há qualcosa a che vedere con noi e con la realtà del mondo di oggi?
La luce della Parola del Signore ci conduca nel nostro ancora lungo cammino per il deserto, intravvedendo la Terra Promessa, il Regno di Dio, nuovi cieli e terra nuova.
Buona Pasqua.
Brejo dos Padres, Terra Indigena Pankararù,
lunedi della settimana santa.
Alberto Reani
Prete fidei donum

