UNA NUOVA ALLEANZA NELL’ANNO DEL SINODO

La lettera di don Michele Morando, missionario in Papua Nuova Guinea

 Cari amici,

All’inizio del nuovo Anno vi raggiungo con un breve saluto e augurio. Ripercorro con voi, a brevi cenni, il cammino delle tre comunità della Parrocchia di Kerevat – Kerevat, Nari e Vudal – per puntualizzare nel ricordo i momenti in cui abbiamo sentito che il Signore ci è vicino così come lo abbiamo celebrato a Natale, l’Emmanuele, Dio con noi.

Il cammino del Sinodo e i temi suggeriti da papa Francesco per la chiesa universale hanno ispirato tutti i momenti celebrativi dell’anno liturgico e soprattutto la formazione dei Leader e del team dei catechisti. I tre concetti chiave del Sinodo – comunione, partecipazione e missione – si sono rivelati essere una autentica sfida al nostro modo di vivere in comunità. Una generica comunione che si limita alla partecipazione alla liturgia domenicale, faticava a tradursi in partecipazione alla missione, facendosi carico in uno spirito di servizio di tutti gli aspetti della vita comunitaria: evangelizzazione e catechesi, animazione delle comunità di base, formazione, carità, pastorale giovanile.

Alla fine di giugno, in concomitanza della festa patronale del Sacro Cuore, un gruppo di laici dell‘esecutivo del consiglio pastorale ha avviato una serie di incontri informali per definire lo stile di vita che un credente deve assumere nel nostro contesto culturale, per essere come ci chiede il vangelo “sale e luce”. Abbiamo cercato gli atteggiamenti da assumere in riferimento ai servizi che la partecipazione alla vita della comunità ci richiede. Abbiamo enunciato anche gli atteggiamenti che sono una contro-testimonianza e che pertanto dobbiamo abbandonare. Abbiamo messo il tutto sotto i due titoli della professione di fede battesimale: “Io credo” e “Io rinuncio”. Abbiamo proposto a tutti i membri della comunità di interiorizzare i contenuti della proposta di stile di vita e di dare una adesione personale firmando, individualmente o come famiglia membro di una comunità di base, una ”Nuova Alleanza nell’anno del Sinodo”.

L’iniziativa ha suscitato un animato dibattito nelle comunità e, nella dialettica tra pro e contro, molti si sono accorti che la fede per crescere deve continuamente tradursi in dono di sé e servizio. Nulla deve essere dato per scontato. Abbiamo ascoltato il Signore interrogarci: “Quando il Figlio dell’uomo ritornerà troverà ancora la fede sulla terra?”. E ancora ad esortarci: “fate bene i conti se siete in grado di essere miei discepoli.”  Il Sinodo ci ha chiesto di renderci conto che la Chiesa nel suo “camminare insieme” interseca accidentalmente e accompagna per scelta il cammino di molti altri gruppi, comunità e individui. East New Britain, la provincia della Papua Nuova Guinea dove svolgo il mio apostolato,  non è un' isola felice che galleggia in un immenso Oceano, separata dal mondo. Inflazione, cambi climatici, cattiva politica e amministrazione, ci accomunano ai paesi del sottosviluppo. Costantemente abbiamo tenuto lo sguardo sulle sfide del nostro tempo e soprattutto negli incontri mensili del “Synod weekend” per giovani e leader abbiamo promosso approfondimenti su temi quali cambiamenti climatici – COP27 in Egitto-  e conflitti armati  - Ucraina, Jemen, Eritrea. Tigri, Etiopia, Congo, e conflitti sociali, Iran, Cina, Indonesia, etc.-

Tra luglio e agosto è arrivato al suo traguardo il cammino del catecumenato e le comunità hanno celebrato le prime comunioni. L’Arcivescovo è venuto a celebrare le cresime e con il consiglio pastorale ha incoraggiato il proseguo del cammino sinodale che avevamo intrapreso. Il numero piuttosto ridotto dei comunicandi e cresimandi non era del tutto proporzionato alle dimensioni delle nostre comunità cristiane e ha dato motivo all’Arcivescovo di sollecitare un nuovo impegno da parte delle famiglie nella formazione cristiana dei figli per i quali hanno chiesto e ricevuto il Battesimo.

La nostra riflessione si è approfondita ad ottobre, nel mese missionario, quando ha luogo in tutte le comunità di base il pellegrinaggio mariano. L’iniziativa di chiedere una adesione personale alla ”Nuova Alleanza nell’anno del Sinodo” nel mese di novembre ha trovato un' ulteriore concretizzazione a due livelli: primo le elezioni del consiglio pastorale parrocchiale e secondo la richiesta dell’arcidiocesi, come avviene alla fine di ogni anno, di effettuare un approfondito censimento delle comunità di base, parrocchia per parrocchia. L’Arcivescovo ha intimato ai parroci di “non tirare ad indovinare” come spesso avviene, ma di visitare comunità e famiglie soprattutto in Avvento e in prossimità del Natale.

E sono qui a raccontarvi quanto sta avvenendo nei giorni prima di Natale. Abbiamo seguito il cammino di Maria e Giuseppe che lasciarono Nazareth per andare a essere censiti nel paese natale, Bethlehem. Per loro era un viaggio di sottomissione all’Imperatore romano, e tuttavia come sappiamo, servivano già con cuore indiviso il vero Re-liberatore. Per noi, grazie a Lui, non è più tempo di sottomissione a consuetudini, quanto piuttosto l’opportunità di dare testimonianza, di farci contare o riconoscere e confermare come il popolo della Nuova Alleanza del “Io credo e io rinuncio”. Il vero census è quello del Signore che ci riconosce come discepoli e ci esorta: “Esultate perché i nostri nomi sono scritti in cielo.”

Il Natale ci ha ricordato che siamo talmente preziosi agli occhi del Padre che ci dona il suo Figlio in tutto come noi e per noi. I giorni movimentati per l’attuazione delle nostre iniziative pastorali hanno lasciato spazio alla lode e contemplazione del Natale. Ci siamo preparati a confluire alla Grotta della Nuova Rinascita per riconoscerci riconciliati nella nostre diversità, affrancati dalle nostre fragilità e incoerenze. A Betlehem le strade che ci dividono e portano lontano si ricongiungono alla strada dove si segue il Maestro che per noi è Via, Verità e Vita. La Messa della notte è stata per tutte le comunità a Kerevat. Il giorno di Natale abbiamo celebrato con i detenuti del Penitenziario e le famiglie delle Guardie Carcerarie.  Nelle diverse tappe di questo cammino a Kerevat, Vudal e Nari, vi siete fatti presenti anche voi con brevi messaggi su Whatsapp, qualche offerta e preghiera, tanta amicizia e affetto. Grazie, e che il Signore, in questo  Nuovo Anno, vi accompagni, faccia splendere su tutti noi il suo volto con un sorriso benedicente.

Don Michele Morando

Fidei donum in Papua Nuova Guinea

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