Brutte notizie dal Ciad

Già più di 50 le vittime della protesta, dice don Achille

Scrive don Achille Bocci da Ndjamena (Ciad)  il 22 ottobre scorso: «Ciao amici,  internet è tagliato del tutto da due giorni dalle autorità per contrastare le manifestazioni di protesta. Finora più di 50 morti solo in capitale, molti altrove. Purtroppo devo diffondere brutte e luttuose notizie sulla situazione della popolazione ciadiana massivamente in protesta contro le autorità che negano ogni tipo di democrazia, anche la più piccola come il diritto di manifestare il dissenso. L'ordine perentorio dato alle forze di repressione è stato, da prima che cominciassero le proteste in strada, di terrorizzare tutti con numerose granate lacrimogene lanciate prima delle 4 di mattina di giovedì 20/10 contro case e parrocchie nei quartieri più popolari della città. Subito alle luci dell'alba e poi durante tutto il giorno le forze armate hanno sparato direttamente sulle persone in strada, isolate o a gruppi o in folla, per distruggere col terrore e la morte ogni proseguimento delle proteste. Poi, di notte, coprifuoco generale, anche nelle periferie e le altre città del Ciad. La tensione continua con i giorni che passano. Nei gruppi whatsapp circolano foto molto crude delle vittime delle pallottole dei poliziotti e soldati.. Come vi ho chiesto tempo fa, pregate per il popolo ciadiano. Immaginate che quelli nelle foto siano qualche vostro vicino di casa, o peggio qualcuno dei vostri!»

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