I FONDI DI INVESTIMENTO  SI PRENDONO  L’AMAZZONIA

Dom Adriano Ciocca Vasino, vescovo in Amazzonia, è passato dal CMD Verona

Mons. Adriano Ciocca Vasino, originario di Novara, missionario in Brasile dal 1979, vescovo dal 1999,  dal 2012 è vescovo nella Prelazia di São Félix do Araguaia, in Amazzonia. E’ stato ospite in questi giorni a Verona  del  Centro Missionario Diocesano e del CUM.

 

  1. Mons. Ciocca Vasino. Nella sua Prelazia che aria (politica ed economica) si respira?

Si respira l’aria del dilagare dell’agrobusiness, che ha fatto entrare la finanza  nelle terre dell’Amazzonia. I piccoli e i medi proprietari sono  sostituiti da fondi pensione e fondi di investimento che comprano o affittano  le terre a prezzi folli anche solo rispetto a tre anni fa per sfruttarla il più possibile. Questo mette tutti in difficoltà. L’unica logica del fondo che investe nelle terre amazzoniche è farle fruttare il più possibile e velocemente per soddisfare gli interessi  degli investitori. Mandano un direttore di fazenda (la fattoria in brasiliano, ndr), se rispetta i parametri di produttività stabiliti bene, altrimenti lo cacciano. Non c’è nessun interesse a proteggere né la natura, né il lavoro nella fazenda, che praticamente è ridotto in schiavitù. E’ solo lucro! Questo sta producendo un rapido esodo di piccoli contadini che stanno lasciando le terre. Presto o tardi, alla prossima siccità o prossima alla caduta del prezzo, rimarranno solo i grandi fondi che stanno comprando tutto.

  1. E così come si trasforma l’Amazzonia dalle parti di São Félix do Araguaia?

Sta diventando un deserto verde  con solo soia e granoturco coltivati, senza più nessuna varietà di produzione.  L’agrobusiness controlla tutto, dalla politica all’economica, dalla comunicazione all’ educazione, e anche la religione, attraverso le  chiese pentecostali. Unica istituzione critica che cerca di coscientizzare sui pericoli che l’agrobusiness porta è la chiesa cattolica, per questo siamo visti come fumo negli occhi.

  1. Questo genera violenza?

È diversa la violenza oggi da quello che succedeva negli anni ’80 e ’90. Negli anni ’80 ti mandavano i sicari a sloggiare le persone dalle terre, adesso lo sfratto arriva con una sentenza del tribunale, la violenza si infila nei canali  della giustizia. Ci sono molti casi in cui la terra viene   tolta  a chi la abita e la coltiva da sempre  attraverso documenti di proprietà dubbi e attraverso disposizioni giudiziari  altrettanto  discutibili.  Il risultato è che la terra è sempre più nelle mani di  poche persone, o meglio di società anonime, senza volto.   

 

  1. E tutto questo magari anche in nome di Cristo e del suo vangelo.

Indubbiamente c’è una parte della chiesa Pentecostale che avvalla questo processo. 15 giorni fa nello stato dello Spirito Santo un pastore pentecostale ha organizzato una lotteria dove come primo premio c’era una mitragliatrice.  Ovviamente è subito nato lo scandalo, il caso è finito sui giornali e nelle televisioni. C’è una “acriticità”, chiamiamola così, di non pochi pastori pentecostali nei confronti della situazione oggi del Brasile che certamente non va d’accordo con il vangelo.

 

  1. Il suo predecessore è stato dom Pedro Casaldaliga…

Anch’io credo che dom Casaldaliga sia un profeta. Quello che papa Francesco propone oggi alla chiesa intera lui lo ha vissuto e ha cercato di realizzarlo concretamente a São Félix e nella valle dell’Araguaia, con lo sforzo di coinvolgere i laici  (uomini e donne) in un  lavoro in equipe e non individuale, e poi la promozione  delle  comunità ecclesiali non chiuse su se stesse ma attente e a servizio dei poveri e della realtà in cui si trovano. Gli scritti di dom Pedro, la sua poesia, sono  la coscienza di una spiritualità martiriale. Dice dom Pedro che il primo martire  è Gesù e quindi cancellare  questa spiritualità o lasciarla in secondo piano nella chiesa vuol dire tradire la persona  stessa di Cristo.

  1. Cosa vuol dire per lei servire questa chiesa?

È bello poter servire una chiesa, come quella di São Félix,  che è nata con la prospettiva di vivere il vangelo in forma radicale, dal lato degli ultimi, in comunità ecclesiali di base. Una chiesa che non ha paura di confrontarsi con la realtà,  non ha paura di denunciare la realtà stessa quando  è contro il vangelo e i valori umani che il vangelo rappresenta.

Paolo Annechini

 

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