LA PREDISPOSIZIONE ALLA FELICITÀ

La lettera di sr Maria Benedetta Melotti, veronese, carmelitana scalza in Camerun

 Cari amici del Centro Missionario Diocesano, sebbene scriviamo poco vi assicuriamo il nostro ricordo e preghiera. Il Signore riempia della sua pace i vostri cuori in questo tempo di preoccupazione per il mondo intero. Siamo le Carmelitane Scalze che vivono nelle regioni angolofone del Camerun dove si consuma nascosta agli occhi del mondo una  crisi umanitaria, a causa di un conflitto che dura ormai da più di cinque anni. Veramente noi  Carmelitane di vita contemplativa portiamo nel cuore tutte queste situazioni che ci toccano in un modo o nell'altro. Ed ecco come viviamo la contemplazione, nell'unione con Dio E nella preghiera durante il ritmo della giornata: dalla levata alle Lodi, l’orazione, la messa, l’ora terza. Poi colazione per poter poi cominciare il lavoro che si dirama su diversi settori: il  cucito per paramenti sacerdotali, candele, produzione di ostie, le particole che serviranno a Gesù per nutrire tanti. E poi coltivazione di fiori che decorano le chiese nelle diverse celebrazioni, dai battesimi ai matrimoni, alle professioni religiose di tanti consacrati, ma anche  tanti anniversari che normalmente in Africa sono diffusi come funghi, scanditi dal ritmo vivace  di tamburi, feste, messe che durano qualche ora. Non ci si stancherebbe mai. Una liturgia, quella dell'Africa, quasi preludio dela vita eterna! Si potrebbe chiamarla contemplazione comunitaria condivisa. La sera, per noi,  preghiera dei Vespri, l'orazione in cui coltiviamo l'amicizia con Dio, e le ore conclusive della giornata, precedute da momenti intensi di fraternità vissuta insieme. Ci troviamo in mezzo a tanta gente povera, ma felice. I poveri hanno meno preoccupazioni di tutti noi, perché non hanno realmente niente, ma portano con sé una grande ricchezza: la predisposizione alla felicità. In questo contesto viviamo di festa, ma anche le lacrime e la ricerca disperata di un aiuto materiale e spirituale di gente cui è mancato tutto improvvisamente a causa del conflitto, proprietà e familiari. Sono situazioni  che rubano per qualche momento, anche lungo, la felicità, a cui sono chiamati, e nel loro volto si legge un dolore che da solo ricorda quello di Gesù e di tanti fratelli e sorelle nel mondo. Ci siamo chieste: cosa fare noi, oltre al lavoro, alla preghiera, alla vita fraterna? Vivere in solidarietà  con la realtà che ci circonda, quindi accoglienza e ascolto dei bisogni dei nostri fratelli e sorelle più vicini, facendo il nostro possibile per offrire loro una parte di ciò che riceviamo noi: così aiutiamo le persone che bussano alla porta del monastero e sono in cerca di cibo o di aiuto per i più svariati bisogni, come poter andare a scuola, curare  la salute, ecc . Come Dio ci dona gratuitamente attraverso tante persone generose, così altrettanto doniamo gratuitamente, suggerendo anche cose pratiche, perché loro stessi possano un giorno trarne frutto. Non possiamo restare indifferenti a tanto soffrire. Per questo preghiamo la Provvidenza, che non manca mai, di darci la possibilità di continuare a farlo. È fedele la Provvidenza, e lo fa attraverso i suoi fedeli collaboratori che siete voi! Ogni piccolo gesto fa fiorire  i deserti più vari nei quali il mondo si trova. Gesù ha assicurato che anche un bicchiere d’acqua non resta senza ricompensa, e di più: ciò che si è fatto ad uno dei più piccoli lo abbiamo fatto a Gesù stesso. Che Gesù risorto porti la luce e la pace, di cui anche qui abbiamo tanto bisogno.

Sr Benedetta Melotti

e le  Carmelitane Scalze nel Camerun anglofono

 

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