«CON L’AUGURIO CHE CIASCUNO SPERIMENTI L’ACCOGLIENZA DI DIO»

La lettera del Centro Missionario Diocesano ai 300 missionari veronesi nel mondo

 

 

Carissima/o,

anche quest’anno ci facciamo presenti in occasione del Santo Natale ormai vicino perché siamo convinti che questa festa non è solo una data in cui bisogna farsi vivi, ma perché è la data-ricorrenza dell’ingresso del nostro Salvatore nella storia umana, dell’assunzione completa della nostra realtà e quotidianità: il nostro Dio si è fatto uno di noi per farci tutti come lui in Cristo Gesù. Si può dire che con il Natale inizia l’esperienza missionaria di Dio nella storia e nel tempo, di un Dio che è Amore che ha la necessità di uscire da sé stesso e… divinizzare il mondo da lui creato e l’umanità fatta a sua immagine.

La Chiesa è spinta da quello stesso Amore, per questo è missionaria, i missionari sono spinti da quello stesso Amore che ha come conseguenza non solo andare ma ancor di più entrare nella realtà umana e nella cultura di chi incontrano, molte volte difficile da capire perché diversa da quella di origine, senza giudicare, senza aver paura di sporcarsi le mani, come ci ricorda spesso papa Francesco, per testimoniare quell’Amore più grande che hanno conosciuto.

Proprio in questi giorni Papa Francesco è rientrato da un viaggio particolarmente significativo, a Cipro e in Grecia, che ha avuto il suo culmine nell’incontro con i rifugiati nel campo profughi di Lesbo: voce di speranza, grido di giustizia, parola nel deserto, che fa da contrasto con le tante parole vuote e spesso false tanto dei palazzi antichi quanto di quelli moderni, come ci ricordava il Vangelo della seconda domenica di Avvento. Quella Parola non è stata detta ma è avvenuta per chi l’ha saputa ascoltare-capire-realizzare, allora Giovanni, oggi ogni persona che è capace di vero amore.

Questo viaggio di Francesco ha molto a che vedere con il Natale, è uno stimolo per ciascuno di noi a viverlo in maniera incarnata nella vita di chi ci sta vicino, di chi incontriamo tutti i giorni, delle persone alle quali ci siamo messi a servizio e che magari ci deludono senza saperlo. È uno stimolo a chiederci come realizziamo il servizio, come siamo capaci di riconoscere i bisogni delle persone, se sono effettivamente reali o noi pensiamo che lo siano. Ogni persona è fatta a immagine di Dio, per questo nessuno può veramente capire fino in fondo l’altro ma solo essere capace di tanto amore e di tanta accoglienza.

Allora l’augurio è proprio questo che ognuno e ognuna di noi sperimenti l’accoglienza di Dio, nelle nostre fragilità e doni, per poter poi con umiltà diventare a nostra volta accoglienti dei fratelli e delle sorelle nel cammino continuo e impellente de inculturazione.

Vi chiediamo poi una preghiera particolare per i missionari fidei donum della nostra diocesi che si stanno preparando per il servizio missionario attraverso l’apprendimento della lingua. Si tratta di don Jacopo Campagnari che dopo il corso d portoghese andrà nella missione di San Daniele Comboni a Bafatà in Guinea Bissau e di don Daniele Soardo e don Simone Zanini che andranno a Pinar del Rio a Cuba al termine del corso di spagnolo.

Non vogliamo neanche dimenticare tutti missionari che si trovano in situazioni impegnative a motivo di guerre, povertà o per le conseguenze drammatiche del Covid. Basti citare in questo momento il dramma dell’Etiopia attraversata dalla guerra civile!

A tutti e tutte arrivi il nostro ricordo e la nostra preghiera che sia un Santo Natale perché rinvigoriti dalla nascita del Bambino Gesù.

Fraternamente,

Don Giuseppe Mirandola

Don Dario Vaona  

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