RIFLESSIONE DI UN CATECHISTA

Bondà  a  Bafatà in Guinea Bissau

 «Buon giorno fratelli in Italia,  sono stato invitato  a spiegare come la Parola di Dio può trasformarci  per vivere come fratelli.  Ci sono due cose importanti: primo, l’uguaglianza. Riconosciamo che noi tutti siamo un popolo creato figli di Dio, ad immagine di Dio. Il secondo punto: il modo di relazionarci. Siamo figli dello stesso papà, ma possiamo avere un modo di pensare diverso, un solo popolo con tanti pensieri: ci sono giudei, musulmani, cattolici, buddisti… tutti parlano dello stesso Dio, ma quale Dio? Dio padre, creatore del cielo e della terra! Andiamo a vedere la lettera di Giocomo dove  dice “mostrami la tua fede senza le opere”. Ma dov’è la nostra fede senza le opere? Gesù ci ha mostrato le sue opere!  Vi racconto una storia: c’era un uomo e la sua vita  era solo preghiera.  Era un uomo di fede, non voleva peccare, non voleva fare male a nessuno. Arrivò ad abbandonare la città per vivere in un luogo isolato per non sbagliare con nessuno.  Dio gli dava ogni giorno da mangiare pane e latte. Un giorno per provare la sua fede, Dio gli mandò un cacciatore che si era perso nella foresta.  Lo vide e lo accolse con benevolenza. Quel giorno Dio gli diede due pani. Cosa fece quell’uomo di fede? Invece di darne uno a quel cacciatore, disse: grazie a Dio che oggi  mi ha dato due pani, e se li  mangiò tutti e due. E Dio gli disse: oggi te ne vai. Nonostante tutta la sua  fede, non riuscì a presentare a Dio le sue opere, finì che morì. Questa storia ci insegna che dobbiamo guardare ai più poveri,  ai  fratelli che hanno bisogno. Oggi quanta gente soffre e muore nel mondo? Dall’altro lato c’è gente che mangia e avanza a volontà e non si ricorda che ci sono  popoli che soffrono la fame, anche qui in Guinea Bissau. Quando abbiamo fatto la sensibilizzazione per strada durante la  pandemia, c’era gente che aveva da mangiare solo riso bianco, non aveva altre cose da aggiungere al riso, aveva fame. Dov’è Dio?, non vede Dio la sofferenza di questa gente? Dio sta in ciascuno di noi, e ci invita ad aiutare i poveri. Solo così i nostri soldi prendono valore.  Se mangi a volontà e non ricordi che qualcuno ha fame, non costruisci il regno di Dio!».

Don Andrea Mattuzzi, fidei donum a Bafatà, conclude l’intervento di Bondà dicendo: «cari amici, avete ascoltato la testimonianza di un nostro catechista, che lega l’essere fratelli e sorelle alla testimonianza di opere e azioni concrete. In Guinea Bissau ci sono una trentina di etnie e quindi culture, lingue e religioni diverse: davvero un bel minestrone. Come esseri fratelli qui? E’ una bella sfida: non vale tanto il sangue dell’etnia o della cultura, ma vale riconoscersi come creature di Dio, fratelli e sorelle appunto!».  

 

 

 

 

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