GESÙ È LA VITA

 

 

La lettera di Pasqua di don Lucio Brentegani dalla Guinea Bissau

 Il tempo di quaresima a Bafatá coincide con il tempo più caldo. Al pomeriggio si arriva anche a 42º. Fa un caldo che ti fa girare la testa. Fa un caldo che non vedi l’ora di bere dell’acqua fresca e di sederti all’ombra ad aspettare che il mondo attorno a te si rinfrenschi.

Nella mentalità dei guineani, la quaresima è il tempo per “rinfrescare” il cuore, per passare dal “cuore caldo” al “cuore fresco”, per passare dal cuore di pietra al cuore di carne, al “cuore molle” (questa è la traduzione letterale in creolo della parola misericordia).

 

La corruzione, l’alcolismo, gli abusi di potere, il nepotismo, la discriminazione razziale, l’esclusione del diverso, lo sfruttamento dei bambini e delle donne, l’uso di droghe, la violenza domestica, ospedali e posti di salute pessimi e lontanissimi dalla maggior parte della popolazione, la mancanza di cibo sufficiente, la mancanza di abitazioni degne e confortabili, un tasso di disoccupazione altissimo, mancanza di scuole primarie, secondarie e professionali, università quasi inesistenti... ci sono moltissimi punti della vita della Guinea Bissau che si possono migliorare. In questa terra c’è bisogno di un po’ di aria fresca. C’è bisogno di sentire quella brezza fresca di quell’alba di quel giorno dopo il sabato. La Guinea Bissau anela ad uscire da quella tomba, ma la pietra è pesantissima. Il peso della morte sembra avere il sopravvento sulla gioia della resurrezione. Ancora una volta la Guinea Bissau ha bisogno di donne di fede e con pazienza che si possano recare al “cimitero”. La Guinea Bissau ha bisogno di donne che portino l’olio della consolazione e della forza per risorgere. La Guinea Bissau vuole risorgere, ci sono tutte le condizioni per farlo, c’è la piena fede nel Dio della vita, ma ancora oggi quella pietra non si smuove. La Guinea Bissau rimane immersa in questo sabato santo di silenzio tombale che sembra non finire mai.

 

I guineani hanno bisogno di uscire dalla notte della tomba per aprirsi al fresco dell’alba pasquale. I guineani hanno bisogno di una ventata di aria nuova in quella tomba che puzza di morte. I guineani hanno bisogno di essere aiutati a spostare quella pietra pesantissima che sta impedendo loro di respirare e di intravedere la luce della vita e del futuro. I guineani hanno bisogno di vita e di vita in abbondanza. I guineani hanno bisogno di risorgere, di avere vita, di intravedere il futuro. I guineani hanno bisogno di Gesù che ha vinto la morte perché è la vita.

 

Celebriamo così questo tempo di quaresima in vista della pasqua. Questa è la nostra missione: metterci in cammino con i guineani, passando anche dal cimitero quotidiano, in questo continuo sabato santo, spingendo con tutte le nostre forze quella pietra pesantissima, lottando perché la vita possa vincere. Annunciando la presenza viva di Gesù che cammina con noi. Annunciando Colui che, unico, ha la forza per spostare la pietra.

 

Buona pasqua. Buona vita.

 

Don Lucio Brentegani

Fidei donum in Guinea Bissau

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