“RIMANIAMO SALDI”

Il dramma Covid in Brasile: superati i 200.000 morti

 Nel cosidetto ‘polmone della Terra’, il Brasile è senza aria... manca l’ ossigeno per i malati. La mancanza di respiratori a Manaus, capitale dell’Amazzonia, scandalizza qualsiasi essere umano. La ricerca affannosa di una bombola d’ossigeno da parte di familiari è uno spettacolo disumano. Soprattutto quando si sa che, da tempo, le autorità di governo sapevano della precarietà delle  condizioni sanitarie per affrontare il Covid-19. In questi giorni, qui in Brasile abbiamo superato i 200.000 morti e i 9 milioni di infettati. Per fortuna, è iniziata la campagna di vaccinazione. Uma campagna che si prospetta complicata e tutta in salita.

Il negazionismo, l’improvvisazione, la mancanza di buon senso sono alcune delle cause di questo scenario. Sin dall’inizio il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro ha affermato che l’importante era salvare l’economia, non le vite umane.  E così ha rifiutato di dichiarare il lockdown, di far proprie le linee guida dell’OMS e non ha importato respiratori e tute di protezione individuale. E’ stato necessario un pronunciamento del Supremo Tribunale federale, che ha delegato questa responsabilità in materia di sanità ai governatori e ai sindaci. Bolsonaro non ha neppure rispettato l’autorità dei suoi ministri della salute. Da febbraio, due ministri della Salute sono stati esonerati per discordanze dalla linea del Presidente. Adesso è ministro della salute  Pazuello, un generale dell’esercito, che non si è mai occupato di  sanità!

E da più parti si alza la voce e si chiede un impeachment per il presidente Jair Bolsonaro. Movimenti popolari, associazioni, organizzazioni di pastorale, artisti, giornalisti, leaderes di chiese evangeliche e cattoliche chiedono ufficialmente le dimissioni di Bolsonaro, accusato di crimini contro la Costituzione e contro il Popolo brasiliano, soprattutto per la gestione irresponsabile durante la pandemia, che ha colpito così duramente il Brasile.

Siamo grati alla Chiesa Cattolica per esporsi con chiarezza e fermezza. Infatti, la Conferenza Episcopale Brasiliana, agli inizi di gennaio, in un suo documento esorta così il popolo brasiliano:

Non possiamo arrenderci all’indifferenza di alcuni, al negazionismo di altri o alla tentazione di assembramenti, permettendo così di contaminarci, divenendo strumenti di contaminazione, sofrimento e morte per tante persone. Non lasciamo che la stanchezza e la falsa informazione ci portino ad atteggiamenti irresponsabili. Siamo forti! Rimaniamo saldi!”.  E rivolge una impellente richiesta al governo: “Che la vaccinazione inizi subito, poiché, ogni giorno, vite umane vanno perse...e sia rivolta speciale attenzione ai più vulnerabili e poveri. E’ inaccettabile e poco intelligente che il vaccino arrivi rapidamente ad alcuni, lasciando scoperta la maggior parte della popolazione” (CNBB: Uniti e responsabili verso il nuovo che desideriamo – 6 gennaio 2021).

In questo momento, colmo di sfide e preoccupazioni, è proprio tempo di dire con Papa Francesco: Non lasciamoci rubare la speranza.

Don Felice Tenero

fidei donum in Brasile

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