UN CORSO PER INCONTRARE, CONOSCERE E CAPIRE

Un partecipante descrive il corso "In viaggio"

 Sì è conclusa domenica 7 aprile l’edizione 2019 del corso In “viaggio” per… incontrare, conoscere, capire. Quanti veronesi sono incuriositi dal tema del viaggio? Ma cosa significa viaggiare? Il Centro Missionario Diocesano, insieme alle Suore Orsoline, alle Sorelle della Misericordia, alle Suore Comboniane e del Don Mazza, i missionari Stimmatini, i Camilliani, i Canossiani e le Canossiane  e ancora, l’associazione Bertoni e il CPAG propongono da diversi anni un corso rivolto a tutte quelle persone che sono incuriosite dal tema della missione e che sognano di viaggiare.

Questa edizione 2019 ha visto una trentina di partecipanti, provenienti da tutta la provincia veronese, uomini e donne, giovani e adulti, studenti e professionisti, accumunati dalla voglia di conoscere.

Tutti i partecipanti durante i sette incontri del corso, iniziato il 10 febbraio scorso, hanno potuto conoscere la visione del mondo delle popolazioni extra-europee. Il mondo Arabo, Latino Americano, Africano e Orientale, riuscendo ad arricchire e talvolta cambiare il loro punto di vista.

Durante ogni incontro alcuni relatori hanno permesso a chi ascoltava di conoscere altri mondi, altre culture, altre popolazioni e soprattutto si è potuto capire in che direzione sta andando il villaggio globale.

A tutti i partecipanti è stato proposto, in conclusione, dalle varie associazioni ed enti organizzatori del corso, di vivere un’esperienza di alcune settimane all’estero, all’interno di varie missioni cattoliche situate in diversi posti del mondo.

Sette incontri e moltissime tematiche affrontate per stimolare la curiosità dei partecipanti nei confronti delle realtà vicine e distanti, di cui, spesso, si conosce poco o nulla. Un viaggio iniziato in una sala gentilmente messa a disposizione dai Padri Canossiani e destinato ad uscire per incontrare il Mondo. Il primo, dedicato al lavoro in piccoli gruppi, è stato un incontro che ha permesso ai partecipanti, innanzitutto di conoscersi e poi, attraverso riflessione ed introspezione, di analizzare il significato che ognuno attribuisce liberamente al viaggio, le motivazioni che spingono una persona a mettersi in cammino e le aspettative riposte nei confronti del corso in questione. Un “salto” nel mondo arabo e uno sguardo curioso alla realtà della Cina, questi gli argomenti discussi durante il secondo incontro, che hanno permesso un approfondimento delle conoscenze, talvolta superficiali e mediatiche, di questi due contesti a prima vista inaccessibili e difficili, ma, che per mezzo di una guida pertinente e competente, si aprono alla nostra comprensione e possibilità di scoperta.  Parola chiave: inculturazione, intesa come l’assimilazione di una cultura che si realizza grazie alla socializzazione tra individui. Il terzo incontro ha visto come protagonista l’Africa Nera, le sue tradizioni, le sue usanze e la sua etica filosofica basata sul concetto di Ubuntu: connessione reciproca fra gli esseri umani e il cosmo, quale spinta verso l’umanità intera, “io sono poiché noi siamo”. Un’introduzione sulla delicata situazione geopolitica in cui versa l’America Latina ha aperto il quarto incontro, che si è poi focalizzato su una parte di mondo molto vicina a noi: l’Europa dell’Est e, più nel dettaglio, la Georgia, quale esempio di Stato al confine tra due mondi, Europa e Asia. Chi di noi ha mai riflettuto su quanto un passaporto sia da un lato fonte di privilegio e dall’altro invece motivo di discriminazione? Quanti conoscono realmente le difficoltà che i cittadini di alcuni Stati incontrano nella speranza di vedere loro rilasciato questo documento? Ecco uno degli aspetti che riguardano il tema del viaggio che lo stesso villaggio globale sta compiendo e subendo. La seconda parte del quinto incontro invece si è rivelato un tuffo nel profondo pozzo dell’emotività che inevitabilmente contraddistingue ciascuno di noi, con particolare attenzione ad emozioni, pensieri, paure e preoccupazioni che giustamente si possono incontrare lungo il viaggio intrapreso. La penultima occasione di confronto ha preso spunto dal testo sui discepoli di Emmaus, che, sempre secondo la modalità dei piccoli gruppi, ha dato il via ad una riflessione più matura e consapevole sulla riscoperta di se stessi attraverso il viaggio, che può essere inteso sia come spostamento fisico, sia come crescita e cambiamento personale. Eccoci arrivati alla fine di questo breve, ma ricco ed intenso cammino, con il settimo ed ultimo incontro, “partire per ritornare”. Si “tirano le somme” su ciò che ha rappresentato per ciascuno dei partecipanti il Corso in Viaggio e lo si fa in modo particolare, attraverso una trasposizione artistica su grembiule del significato di cui esso stesso si è caricato.

Dovendo dare una definizione, il corso può essere visto come un’occasione di socializzazione che offre la possibilità di aprire delle finestre sul mondo da cui affacciarsi, per incontrare, per conoscere, per capire. Ed ora non ci resta altro da fare, che augurare: “Buon viaggio!”

Noemi De Angelis

partecipante al corso in viaggio 2019

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