Per conoscere, capire e incontrare l’altro

 
 

Si terrà il prossimo 21 febbraio, presso il Seminario di San Massimo (Ex CUM), il primo dei sei incontri previsti per il corso “In viaggio…”, la consueta proposta di formazione dedicata a chi è interessato a conoscere altri mondi e culture.

Rita Pavan, responsabile del settore formazione del Centro Missionario Diocesano, si è resa disponibile a spiegarci di cosa si tratta.

 

Quando è nata l’idea di questo corso?

Circa dieci anni fa. Erano sempre di più le persone che , per vari motivi – disponibilità di intenti, ma anche di tempo ed economica – si mettevano in viaggio alla volta delle nostre missioni diocesane o dei tanti missionari veronesi sparsi per il mondo. Un’esperienza senza dubbio bellissima, ma che necessitava di una preparazione precedente: arrivava - e tuttora succede - troppa gente in missione, di passaggio o per brevi permanenze, priva di qualsiasi formazione. Non si tratta di avventurarsi in chissà quali percorsi educativi, ma di avere gli strumenti necessari per poter cogliere tutte le opportunità, le sfumature, tutta la bellezza legata al trovarsi in un paese diverso, in una cultura diversa. Il rischio, infatti, è di lasciarsi trasportare in modo esagerato da preoccupazioni emotive o, ancora, di soffermarsi ad un livello troppo superficiale, senza riuscire ad approfondire al meglio l’esperienza e a vivere al massimo la bellezza che deriva dall’incontro con un mondo diverso. Il corso è nato proprio con questa attenzione: dare una formazione ampia, generale, a chi è interessato a un discorso di missionarietà, di mondialità, di rapporto nord-sud o anche semplicemente ad aprire il cuore, la mente e gli occhi su altre realtà. E proprio quest’ultimo è un concetto fondante. Non tutti concretizzano l’esperienza del corso in un viaggio missionario: c’è chi lo fa nei mesi successivi, chi dopo qualche anno, chi mai, ma tutti sono accomunati dalla volontà di aprire gli occhi verso la bellezza del mondo.

 

Da chi è promosso il corso?

Da Centro Missionario Diocesano, Centro Pastorale Giovanile, Istituto Orsoline, Missionari Stimmatini, Pastorale Sociale, ABCS, Suore Don Mazza e da quest’anno collaborano anche i Canossiani. Abbiamo colto l’occasione di collaborare insieme, visto che a tutti noi capitava di seguire singoli o gruppi che ci contattavano per avere un accompagnamento in vista di un viaggio missionario, per ottimizzare le risorse, ma anche per confrontarci, conoscerci e arricchirci reciprocamente.

 

A chi è rivolta la proposta?

A tutti i maggiorenni, giovani o meno. La fascia d’età è concentrata in particolare tra i 25 e i 30 anni, ma non mancano ragazzi di 18, 19 anni e persone di mezza età. Queste ultime, davanti a compagni di corso dell’età dei loro figli, si sentono spesso fuori luogo: non è così, anzi, la loro presenza garantisce un grande arricchimento reciproco.

La proposta si basa ogni anno su uno stesso schema; a cambiare sono invece i relatori, e con loro il modo - sempre dinamico, con lavori di gruppo e laboratori – di relazionarsi alle persone. Gli incontri previsti sono sei: 21 febbraio, 7 e 21 marzo, 11, 24 e 25 aprile.

I relatori sono professori universitari, italiani o stranieri, o comunque persone direttamente coinvolte nelle realtà che presentano. Le tematiche affrontate vanno dalla motivazione che spinge a intraprendere un viaggio alla metafora del “viaggio della vita”, dalla figura del viaggiatore alla tematica nord-sud. Nelle due giornate centrali, poi, vengono presentate quelle che sono le mete tradizionali della missione: Africa, Asia, America Latina ed Europa dell’Est. L’ultimo incontro è incentrato su un discorso locale: un viaggio, qualsiasi sia la meta, ha un ritorno. Non è quindi mai fine a se stesso, ma deve servire anche per quando si torna a casa. Diamo quindi degli strumenti per poter leggere il rientro, anche se si tratta di un’esperienza di viaggio breve, e incontriamo persone che vengono da altri paesi e che vivono qui, per non dimenticare che“l’altro”, sia esso uno straniero o una persona che vive nel disagio (del carcere o di altre realtà), non è solo chi vive dall’altra parte del mondo, ma anche chi abita qui in mezzo a noi.

 

E per chi volesse poi concretizzare quanto appreso?

Durante il percorso ogni realtà missionaria dei promotori presenta la propria proposta. Normalmente si tratta di viaggi di quattro/cinque persone, in luglio e agosto. Chi non potesse concretizzare l’esperienza in estate può comunque utilizzare le conoscenze fatte durante il corso per partire in altri momenti dell’anno. Le opportunità sono molte. In alcuni casi, il corso “In viaggio” rappresenta l’inizio di un percorso formativo e vocazionale più approfondito: è capitato che alcune persone, dopo questa prima esperienza, siano poi partiti come laici volontari per periodi molto più lunghi (due/tre anni). Da alcuni anni al Centro Missionario Diocesano è ripartita la proposta di un corso di discernimento per laici fidei donum e una buona parte dei partecipanti proviene proprio dal corso “In viaggio”. È una bellissima opportunità e un buon punto di partenza.

 

Per informazioni e iscrizioni: Centro Missionario Diocesano, Tel 045 8033519.

 

Francesca Mauli