L'IMPORTANTE E' SEMINARE
Di Luigia Gottoli rimangono impresse, per prima cosa, la forza e l’allegria. Ti travolge come un fiume in piena con le iniziative in corso, quelle realizzate e con gli obiettivi per il futuro della gente del Maranhão (Brasile). Infermiera, originaria di Fumane e dipendente della Ulss 22, da anni è impegnata a Imperatriz, nel sud del Maranhão, nella regione del Tocantins, con progetti a sostegno delle popolazioni locali in collaborazione con l’UMMI, Unione Medici Missionari Italiani di Negrar.
“Negli ultimi 4 anni – inizia a raccontare – ci siamo dedicati in particolare all’aspetto agricolo, lavorando con due comunità agricole –
Inizialmente avevamo sede presso i cappuccini, ma dopo la scomparsa di Frei Tadeu ci siamo ritirati. La nuova sede è in fase di creazione: si trova in un bairro di Imperatriz, e comprenderà un centro di formazione, una casa d’accoglienza, uffici e tutto il necessario; vogliamo che sia un punto di riferimento per tutte le persone che gravitano attorno all’associazione, compresi i contadini che vivono in comunità lontane, e i volontari che arrivano dall’Italia o da altre zone, che possono quindi avere un posto in cui vivere. Avere una sede che sia solo nostra, stabile, è anche un modo per mettere radici, un presupposto necessario perché la gente del posto inizi ad avere fiducia nell’associazione e in quello che propone. C’è infatti molta sfiducia e riuscire a mettere in piedi un coordinamento di volontariato locale è difficile. L’importante, comunque, è buttare le sementi; poi, pian piano, si ottengono i risultati”.
E proprio dall’Italia arriva un grande aiuto per questi progetti…
A sostenerci è l’Associazione Solidarietà a Sostegno delle Popolazioni del Maranhão Onlus, nata attorno al ’97 grazie all’impegno di Giorgio Verici, veronese, attuale presidente. L’associazione raccoglie amici e simpatizzanti in una grande rete distribuita tra Bergamo, Vicenza, Verona e dovunque qualcuno voglia entrare a farne parte. Una o due volte all’anno ci riuniamo per un momento di fraternizzazione e di scambio su idee e progetti presenti e futuri. Ed è tramite questa associazione che abbiamo il supporto economico necessario per far proseguire i progetti in Brasile: raccogliamo i fondi tramite la vendita di calendari, la raccolta del 5 per mille, cene sociali, vendita di torte. Ora stiamo tentando di fare la stessa cosa in Brasile con l’associazione locale, ABARRASTO, in modo da non dover dipendere unicamente dalla generosità degli italiani. Stiamo crescendo, abbiamo la nostra sede, un nostro statuto, un regolamento interno, tutto fatto seguendo alla lettera la burocrazia locale, che è molto più complessa di quella italiana, abbiamo volontari e collaboratori locali; è giusto iniziare a essere indipendenti anche dal punto di vista economico.
Come funzionano le comunità agricole?
Si tratta di comunità composte da famiglie di contadini e regolate da uno statuto interno. Ogni famiglia che entra a farne parte ha diritto ad un’area in cui costruire la propria casa, mettere alberi da frutto e magari creare un piccolo orto, e a un’area per il lavoro agricolo vero e proprio. Esiste infine anche un’area comune, dove tutti coltivano e producono insieme, occupandosi anche della manutenzione dei macchinari. Questo è un po’ il ritratto ideale, l’obiettivo da raggiungere; al momento non fila tutto così liscio! Però si sta tentando di andare in questa direzione, la gente sta iniziando a capire, a entrare in questa nuova mentalità.
Localmente sono presenti degli agronomi che aiutano i contadini nella coltivazione. La persona decide cosa vuole seminare nel proprio terreno – riso, fagioli, miglio, manioca… - e poi, in base alle condizioni economiche, si comprano i concimi, le sementi. Le famiglie vendono in autonomia il proprio raccolto, conservandone anche una parte per la propria sussistenza. Solo il raccolto dell’area comune viene venduto dall’associazione.
Oltre a fornire il terreno, che tipo di sostegno, di indicazioni, date alla comunità?
In ogni comunità abbiamo creato un posto medico, che viene retto da una professionista del posto, solitamente la ragazza più volenterosa, che viene mandata a studiare alla scuola infermieristica e che, una volta diplomata, viene assunta attraverso il municipio, in modo che sia stipendiata dall'amministrazione locale.
Siamo impegnati nel tentativo di provocare un vero e proprio cambiamento di mentalità in alcuni aspetti della vita comune degli abitanti, per prima cosa a livello alimentare. La dieta tradizionale, infatti, comprende riso, fagioli, carne fritta e qualche volta pesce, ma non altra verdura. Occorre spiegare perché va invece mangiata, quali proprietà ha. Pian piano i gusti stanno cambiando e ora in molti hanno piacere ad avere sulle proprie tavole l’insalata, la rucola, il pomodoro… E proprio per formare una mentalità attenta a questi aspetti proponiamo ai bambini in età scolare un’ora settimanale di pratica nell’orto. Di pari passo va anche il nostro impegno nella diffusione dei filtri per l’acqua, oggi più accessibili a livello economico, ma ancora poco usati. Non a caso, la popolazione soffre moltissimo di problemi renali e di verminosi. Purtroppo vige ancora un forte fatalismo, per cui se fino ad ora si è vissuto in un certo modo, non si vede la necessità di cambiare.
Puntiamo molto anche sulla conoscenza e l’utilizzo delle piante medicinali, di cui la foresta locale è ricca. Gli anziani le hanno sempre usate, ma le nuove generazioni non se ne curano. Stiamo facendo quindi un lavoro di catalogazione, anche fotografica, delle piante e delle loro qualità, in modo da salvaguardare questa conoscenza. Non ci occupiamo però della manipolazione delle piante perché richiede conoscenze e materiali specifici: portiamo il raccolto ad alcune suore canossiane che hanno un centro medico a Imperatriz e che ne ricavano sciroppi e tinture.
E i villaggi?
Nei villaggi, dove ognuno è padrone della propria casa o della propria terra, o comunque è in affitto, puntiamo maggiormente su uno specifico lavoro sanitario, che avviamo con la creazione di un posto medico, ma anche di un centro sociale e di un’associazione di contadini locali, che diventano responsabili di tutto quello che viene fatto. Per qualche mese teniamo noi la supervisione di quanto fatto, accompagnando la comunità finché non viene raggiunta l’autonomia. È giusto che per primi si prendano la responsabilità di quanto viene fatto e che imparino anche a muoversi correttamente a livello burocratico. Vogliamo che comprendano che unendosi possono ottenere molto di più che non restando chiusi nella loro individualità.
Per contatti:
Associazione Solidarietà a Sostegno delle Popolazioni del Maranhão Onlus
Presidente: Giorgio Verici 045 526680 – 335 1823058 – E-mail: g.verici@alice.it
Luigia Gottoli: luigialim@hotmail.com



