LA SPINTA ALL’ANNUNCIO
Carissimi fratelli e sorelle missionari e missionarie della Chiesa veronese,
vi raggiungo ancora una volta, in prossimità del Natale, con questa lettera che intende accompagnare gli auguri del nostro vescovo, ma anche rendervi partecipi della vita della nostra Diocesi e del nostro Centro Missionario.
Il cammino di Avvento che la nostra diocesi sta vivendo mantiene il titolo che la Chiesa italiana ha scelto per questo periodo forte di vita liturgica e spiritualità incarnata: “Rialzati: per te Dio si è fatto uomo” (Sant’Agostino, Discorsi, 185,1). La nostra diocesi ha voluto sviluppare il tema in maniera originale, collegandolo con il cammino annuale che il nostro vescovo ha proposto alla diocesi: il tema della corresponsabilità comunionale. All’interno di questo percorso spirituale, mi sembra significativo condividere con voi uno spunto che riprendo dalla riflessione proposta per la IV domenica di Avvento: «Quando Dio entra davvero nella vita, è impossibile rinchiudersi nell’intimismo. Si avverte la spinta all’annuncio. E diventi così testimone ed evangelizzatore. Hai una “bella novità” da portare. Non hai timore di far vedere agli altri che la tua anima magnifica il Signore e mostri loro il volto della gioia di chi, consapevole della propria umiltà, ha davvero sperimentato le grandi cose che può fare l’Onnipotente». Sento questa riflessione da un lato come uno sprone a rinnovare lo spirito profondo del nostro essere missionari, ma anche come uno stimolo a far si che l’esperienza di vita missionaria ad gentes diventi un contributo prezioso da offrire alla nostra Chiesa che ci ha inviato.
Quella “spinta all’annuncio” caratterizza anche il progetto di pastorale missionaria che stiamo proponendo ai nostri gruppi di base e alle nostre comunità parrocchiali: «Oltre il solito cerchio. Allargare la cerchia». È necessario infatti far riemergere e maturare anche nella nostra realtà veronese quell’anima missionaria che permette di uscire dalla tentazione di una pastorale “di mera conservazione”. La Chiesa italiana ci ha chiamato ad aprirci alla realtà di un mondo che cambia velocemente; un cambiamento che non permette più di dare per scontate le basi della fede per la maggior parte dei nostri concittadini. E nello stesso tempo ci chiede di aprirci missionariamente alla condivisione o al primo annuncio della fede nei confronti dei “nuovi cittadini” provenienti da altri paesi, altri continenti, altre tradizioni culturali e religiose. In questa direzione, diventa sempre più prezioso il contributo dei missionari ad gentes nel condividere le loro esperienze di evangelizzazione e di vita ecclesiale con i gruppi missionari parrocchiali e con i propri gruppi di appoggio. La Chiesa veronese sente il bisogno di mettersi alla scuola della missione, per rinnovare se stessa e la sua propria azione pastorale.
Il nostro vescovo, lo scorso giugno, ha avuto occasione di incontrare, in São Luís del Maranhão, Brasile, tutti i missionari Fidei Donum presenti nel Sud America. L’incontro si è svolto in maniera spontanea e aperta, in un clima molto familiare. Da sottolineare in particolare il tempo da lui dedicato agli incontri e ai dialoghi personali, che gli hanno permesso di conoscere più precisamente la varietà, la complessità, ma anche la ricchezza delle esperienze dei singoli missionari, come pure l’unicità e la forza dello spirito missionario che li spinge e li sostiene.
In questo stile di comunione fra Chiese e di condivisione missionaria stiamo programmando con il nostro vescovo, per il 2010, altri due viaggi missionari: a fine gennaio in Guinea Bissau e all’inizio di luglio in Mozambico.
In questi ultimi mesi abbiamo vissuto la gioia di nuovi invii missionari da parte della nostra Chiesa diocesana. Don Giuseppe Turri, sacerdote diocesano, si è aggiunto agli altri due nostri missionari nella diocesi di Pinar del Rio, a Cuba.
A fine ottobre è partita anche una coppia di giovani sposi, Emiliano Composta e Lucia Vesentini, per un servizio missionario Fidei Donum presso la missione di Namahaca, in Mozambico. Si delineano
intanto altre necessità e richieste di invio alle quali speriamo di poter rispondere con generosità e prontezza.
Abbiamo iniziato un nuovo corso di orientamento e discernimento per missionari laici, con la partecipazione di un folto gruppo di giovani-adulti, tra cui quattro coppie di sposi. Anche alcuni sacerdoti diocesani stanno maturando la loro disponibilità per la missione ad gentes. Chiediamo a tutti di accompagnare con la preghiera questi percorsi, perché il Signore possa arricchire di nuove esperienze e nuove forze missionarie la nostra Chiesa diocesana.
Il nostro Centro Missionario diocesano sta vivendo un momento di passaggio e di riorganizzazione interna. Il servizio che ci viene richiesto è sempre più ampio ed articolato sia nell’ambito dell’animazione missionaria (a livello intraecclesiale-pastorale e a livello socio-culturale), sia nell’ambito dell’accompagnamento delle missioni, sia nell’ambito amministrativo. Sono commissioni che si rinnovano o che iniziano ad organizzarsi, con una notevole partecipazione di laici, soprattutto di rientrati dalla missione. E come tutti i momenti di passaggio, stiamo vivendo novità stimolanti, ma anche fatiche organizzative. Ci anima comunque il desiderio di qualificare meglio il nostro servizio e la fiducia di poterci riuscire.
Per quanto concerne la realtà sociale nella quale viviamo, non diminuisce la preoccupazione per il clima di contrapposizione che caratterizza la vita politica e sociale. Anche i nostri vescovi, nell’ultima Assemblea hanno rivolto un appello ad abbassare i toni delle polemiche, per costruire un dialogo civile e democratico tra le diverse posizioni nella costruzione di un bene comune. Sembra però che ci siano troppi interessi a tener alto il tono delle polemiche socio-politiche, con il risultato che la gente si schiera sempre di più su posizioni rigide, dettate da irriflesse reazioni emotive e rimane sempre meno spazio per una riflessione intelligente e costruttiva sulla realtà e sui problemi che la caratterizza. Anche le reazioni di queste ultime settimane alla sentenza della Corte Europea, riguardante l’uso dei crocifissi nelle aule scolastiche, contribuiscono ad inasprire sempre più le posizioni, facendo leva, tra l’altro, su un concetto improprio di identità cristiana. Ultima fonte di pericolose contrapposizioni è stata in questi giorni la reazione al referendum svizzero che ha detto no alla costruzione di minareti nella Confederazione elvetica. Voglio condividere con voi una frase dell’intervista fatta da “Avvenire” , il 1° dicembre, al vescovo di Lugano, Mons. Pier Giacomo Grampa, perché descrive in maniera semplice e chiara la situazione che ci circonda: “Il voto è stato il frutto della paura, dell’ostilità e dell’incapacità di accogliere il diverso. Penso che la maggioranza di chi ha detto no ai minareti non lo abbia fatto per difendere l’identità cristiana ma per blindare il proprio egoismo. Non è il sintomo di una forte identità ma di una coscienza fragile che teme il confronto interculturale cui l’intera Europa chiamata in questo momento storico”.
In questa realtà sentiamo ancor più urgente rivolgere quell’invocazione tipica di questo tempo di Avvento: “Vieni, Signore Gesù!”. Vieni a ricondurre gli uomini del nostro tempo su un cammino di vera “umanità”! Vieni a liberarci da paure che ci rinchiudono nell’egoismo e nella ricerca di una giustizia solo nostra (o mia!), di una pace solo nostra (o mia!). Vieni a rinnovare il desiderio di vera giustizia, di vera pace, di vera fraternità ... che possono essere vere solo se sono volute e ricercate per il bene di tutti!
Buon Natale a tutti voi! Il Signore Dio, che si fa vicino e si incarna nella fragilità umana, vi sostenga nel vostro impegno di solidarietà con i più piccoli e gli ultimi. Egli sostenga tutti noi nell’impegno di amare questa umanità, con tutte le sue paure e fragilità, perché incarnandoci, come Lui, possiamo condurla ad innamorarsi di quel Regno di semplicità e Pace che il Dio-bambino è venuto ad inaugurare!
Buon Natale!
Don Giuseppe Pizzoli
direttore del Centro Missionario Diocesano di Verona



