Vent’anni di diritti dei bambini
Lo scorso 20 novembre si è festeggiato il XX anniversario della stesura della convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia. Secondo i dati recentemente diffusi da Save the Children, sono 75 milioni i bambini nel mondo che non hanno la possibilità di andare a scuola, 40 milioni vivono in paesi colpiti o reduci da guerre, altrettanti sono vittime di abusi e negligenze e ben 275 milioni di bambini sono costretti ogni anno ad assistere a episodi di violenza e maltrattamenti all’interno delle mura di casa (1 milione in Italia). 126 milioni sono coinvolti in attività lavorative rischiose e nocive, 250.000 sono arruolati come bambini e bambine-soldato, 22 milioni sono profughi e sfollati a seguito di guerre. Quasi 9 milioni di bambini sotto i 5 anni continuano a morire ogni anno per malattie curabili e prevenibili come complicazioni neonatali, polmonite, diarrea, malaria, morbillo.La carta dei diritti dell’infanzia non sembra quindi bastare a far rispettare quei diritti – alla salute, all’istruzione, al gioco – che agli occhi dei nostri bambini sembrano scontati, ma che non lo sono per moltissimi loro coetanei nel resto del mondo, bambini di “serie B” per i quali l’infanzia altro non è che una lotta per la sopravvivenza.
Luci nel Mondo, associazione onlus legata al Centro Missionario Diocesano impegnata a dar voce a chi, nel sud del mondo, non ha voce, ha prodotto, proprio in occasione di questo anniversario, un’opera dedicata alla situazione dei bambini e delle bambine in America Latina e in Africa. Come consuetudine nel suo modo di operare, Luci nel Mondo si è recata in prima persona tra questi bambini e si è fatta raccontare dalla loro viva voce, cosa significa, oggi, essere un bambino, come la loro situazione stia cambiando, possa cambiare, con l’impegno di tutti. L’opera è composta da quattro dvd, contenenti ognuno alcune storie; ogni storia è incentrata su un diritto fondamentale – alla salute, alla vita, all’istruzione, al gioco, alla memoria – ed è raccolta per strada, nelle scuole, nelle missioni; si tratta di testimonianze di vita reale, in cui i diritti dei bambini - universalmente ritenuti fondamentali - ancora troppo spesso vengono calpestati. Quello che emerge, dalla visione di questi video, è che qualcosa si sta però muovendo: i bambini vengono aiutati su più fronti, sostenuti in un percorso di consapevolezza di sé e dei propri diritti che vede spesso impegnati missionari e missionarie, religiosi e laici. Sono storie avvolte nel silenzio della lontananza geografica, ma anche della lontananza di una quotidianità, la nostra, che a volte non ha nemmeno il tempo per informarsi e riflettere.
Molto, quindi, deve essere ancora fatto, e molto si sta facendo. Per ogni bambino che può tornare a nutrirsi, giocare e studiare, sono ancora molti a lottare per la sopravvivenza. Ogni vita salvata o resa migliore può sembrare una piccola goccia in un mare troppo grande; ma non va dimenticato che ogni goccia ha un nome, un volto, una storia, ha una vita che deve essere vissuta, e quindi deve essere messa in condizione di poterla vivere. Tocca anche a noi prendercene cura.
Francesca Mauli



