Una nuova Africa

“New Africa. Immaginare, creare innovare il continente”. È questo il tema della prossima edizione del Festival del Cinema Africano, che avrà luogo in città dal 13 al 21 novembre. Un tema importante, che vuole offrire una visione diversa, per l’appunto nuova, del continente africano, delle culture e delle persone che lo abitano, ma anche di chi vi è nato e porta la propria identità di africano nel resto del mondo.
Se in tutto il mondo vengono promosse iniziative per mettere fine alla crisi finanziaria, ma anche ai cambiamenti climatici che sempre più sconvolgono i nostri Paesi, anche in Africa non si è da meno: la voglia di cambiamento pervade tutta la società e sfocia nella creazione di nuove realtà imprenditoriali, culturali, artistiche. C’è un’Africa che vive lontana dagli stereotipi a cui il mondo occidentale è ormai assuefatto e che cerca di raccontarsi anche attraverso la diffusione di una nuova immagine di sé, più positiva e comunque reale; un’Africa che vive, che sogna, che vuole essere protagonista del proprio sviluppo, un’Africa che si sta trasformando, e i mezzi di comunicazione, per primi, stanno testimoniando questo cambiamento. Cinema e televisione, musica e arte promuovono questa “nuova” Africa, non più semplice spettatrice, ma propositrice essa stessa di nuovi modelli economici, sociali e di sviluppo. Se ne sono accorti, tra gli altri, i giurati del Festival del Cinema di Venezia, che nel 2006 e nel 2008 hanno conferito i loro premi speciali a registi africani come Mahamat Saleh Haroun e a Haile Guerima.
“Immaginare, creare, e innovare il continente” sono le parole chiave legate allo slogan della campagna mediatica dell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione, ed è proprio sull’innovazione e la creatività che questa edizione del festival vuol porre l’accento attraverso i registi scelti e i film presentati. Ma il 2009 è anche l’anno del XX anniversario della stesura della Carta sui diritti dell’infanzia e a questo tema il Festival ha deciso di mostrare un occhio di riguardo, dando spazio a produzioni che valorizzino il rispetto dei diritti dei minori proponendo, con originalità e creatività, soluzioni e piste d’azione.
I film, proiettati presso il Cinema Stimate, il Cinema Santa Teresa, il Cinema San Massimo
e il Cinema Mazziano, spaziano dal cinema d’autore, al film d’azione, a quello sperimentale. Sei le sezioni presenti: Panoramafrica (lungometraggi africani in competizione e fuori competizione), Africa Short (cortometraggi in competizione e fuori competizione), New Africa e migrazioni (sezione di film dedicata ai temi “New Africa” e migrazioni), Children Rights (sezione dedicata ai diritti dei bambini), Africa Doc (documentari in competizione e fuori competizione) e infine Africa Pop (film e fiction di cinema popolare africano), uno dei fiori all’occhiello del festival veronese, che è stato il primo a capire l’importanza di questo tipo di produzione, più popolare e immediata, ma di grandissimo impatto. Quattro i premi – del pubblico, della regia per il miglior lungometraggio, cortometraggio e documentario -, a cui si aggiungono alcuni premi speciali.
“Immaginare, creare, e innovare il continente” sono le parole chiave legate allo slogan della campagna mediatica dell’Anno Europeo della Creatività e dell’Innovazione, ed è proprio sull’innovazione e la creatività che questa edizione del festival vuol porre l’accento attraverso i registi scelti e i film presentati. Ma il 2009 è anche l’anno del XX anniversario della stesura della Carta sui diritti dell’infanzia e a questo tema il Festival ha deciso di mostrare un occhio di riguardo, dando spazio a produzioni che valorizzino il rispetto dei diritti dei minori proponendo, con originalità e creatività, soluzioni e piste d’azione.
I film, proiettati presso il Cinema Stimate, il Cinema Santa Teresa, il Cinema San Massimo
e il Cinema Mazziano, spaziano dal cinema d’autore, al film d’azione, a quello sperimentale. Sei le sezioni presenti: Panoramafrica (lungometraggi africani in competizione e fuori competizione), Africa Short (cortometraggi in competizione e fuori competizione), New Africa e migrazioni (sezione di film dedicata ai temi “New Africa” e migrazioni), Children Rights (sezione dedicata ai diritti dei bambini), Africa Doc (documentari in competizione e fuori competizione) e infine Africa Pop (film e fiction di cinema popolare africano), uno dei fiori all’occhiello del festival veronese, che è stato il primo a capire l’importanza di questo tipo di produzione, più popolare e immediata, ma di grandissimo impatto. Quattro i premi – del pubblico, della regia per il miglior lungometraggio, cortometraggio e documentario -, a cui si aggiungono alcuni premi speciali.
Come da tradizione, al mattino il festival è dedicato ai ragazzi delle scuole, che da spettatori potranno diventare protagonisti nei laboratori didattici a loro dedicati; le proiezioni proseguono poi il pomeriggio e la sera, alternate a eventi di particolare spessore, come l’incontro con i registi (ospite d’onore, l’attore-regista italo-afro-americano Giancarlo Esposito, che presenta al pubblico veronese il suo ultimo film, Gospel Hill) previsto alla FNAC venerdì 20 novembre, tavole rotonde su temi quali “New Africa e diaspora”, ma anche incontri incentrati sul rapporto tra le seconde generazioni di immigrati e la scuola. Non mancheranno momenti di divertimento e socializzazione: sono numerosi gli Afro-party previsti in vari locali della città al termine delle proiezioni serali, a cui si aggiunge l’imperdibile festa di chiusura, in collaborazione con l’Associazione Studenti Camerunesi di Verona, sabato 21 novembre presso l’hotel Holiday Inn di San Martino Buon Albergo.
Un momento importante, quindi, per la nostra città, che ormai è diventato una tradizione e che è sempre più apprezzato non solo dagli spettatori, ma dai registi stessi, emergenti o veterani, che accettano sempre con piacere e gratitudine uno spazio in questa vetrina sull’Africa. Un festival che fa scuola e che è sempre più un efficace strumento di presentazione di quella parte creativa dell’Africa che condivide le problematiche, i sogni e le aspirazioni di tutta la società umana, un ponte tra culture diverse che possono così reciprocamente conoscersi e apprezzarsi, uno spunto per la riflessione su problematiche reali e su soluzioni reali per un continente che continua sempre di più a sorprendere.
Per maggiori informazioni, http://festivalafricano.altervista.org/festival/
Francesca Mauli



