L'incontro delle comunità ecclesiali di base in Brasile

 
 

Don Alberto Reani, missionario presso la Diocesi di Floresta
La testimonianza degli abitanti (e il loro grido) era all’unisono: dicono che vogliono rendere l’Amazzonia un bene mondiale, perché è il polmone del mondo, ma siamo noi che la stiamo difendendo, noi che ci abitiamo. Noi dipendiamo dalla terra amazzonica, per questo la difendiamo. Chi viene qui solo per sfruttarne le potenzialità, non dipende dalla terra, solo la usa, la sfrutta. Quando non potrà più tirarci nessun vantaggio, l’abbandonerà. Aiutateci! Solo se non richiederete più il legname pregiato per adornare le vostre case... solo se non richiederete più i nostri preziosi... solo se cambierete i vostri costumi, quello che mangiate, quello che vestite, quello che il commercio attuale vi invita fascinosamente a comprare... solo così ci aiuterete a salvare l’Amazzonia.
Con tristezza guardo alle generazioni che, schiavizzate dall’idea del consumo e del denaro, perdono il gusto delle cose semplici, il contatto con quello che abbiamo di più intimo: la terra. Quella terra di cui siamo fatti, quella terra di dove Dio ci ha creati, quella terra che ci dà il ritmo del buon vivere. Che strano, la nostra società chiama di “sussistenza” questo tipo di vita, dove puoi alimentarti e creare relazioni con gli altri, nei ritmi del tempo che la terra ti dà. Sussistenza non sarebbe allora il buon vivere? Ma agli occhi della nostra società il vivere bene è possedere, produrre in abbondanza, ottenere frutti fuori stagione. Avere, possedere, potere... La terra, però ha i suoi ritmi, i suoi equilibri, i suoi tempi e spazi... che presto o tardi tornerà a riprendersi.
 
Don Vincenzo Zambello, missionario presso la Prelazia di Xingù
Abbiamo trattato con vivacità, con belle celebrazioni ecumeniche, il valore della vita e siamo stati allertati sui pericoli di morte. Il più evidente è quello delle dighe che devastano fiumi e con essi, pesci, flora, fauna e popoli indigeni. Nel camino penitenziale dei martiri abbiamo visitato i lavori sul fiume Madeira dove è iniziata una diga: una vera tragedia nei confronti della madre terra e acqua. Sembrava di visitare un immenso tumulo, come se la terra fosse stata stuprata dalla avidità, dalla violenza dell'uomo, che vuole energia a tutti i costi. Sono state annunciate le beatitudini. È questa Parola che ci dà la forza di camminare, di fare profezia contro il latifondo, contro la rovina della Amazzonia.
Abbiamo avuto la buona notizia che una commissione di Altamira, con tecnici, rappresentanti di movimenti popolari, indigeni, ribeirinhos, procuratori della repubblica e il nostro vescovo dom Erwin era stata ricevuta dal Presidente Lula. Il presidente, davanti gli argomenti e filmati della commissione, ha fatto sospendere il progetto della diga Belo Monte, progettata esattamente nel municipio dove abito: Vitoria do Xingu. Immaginate la gioia. 
Cari amici e amiche, il cammino, in salita, continua, perché la speranza non è morta. Non tutto è rose e fiori, ci sono difficoltà e cose da migliorare in questo cammino della chiesa, ma la direzione è giusta. Spero tanto che l’Italia faccia la sua parte, “la gente semplice, facendo cose piccole, in luoghi poco importanti, riesca a fare cambiamenti straordinari”.