UNA SCUOLA CHE CRESCE Featured

 

 

La scuola di Dodoma, in Tanzania, delle sorelle della Misericordia aumenta ancora la sua capacità ricettiva con una nuova struttura per la scuola primaria che dal prossimo mese di luglio, quando sarà completata, potrà far studiare altri 600 studenti che si aggiungono ai 400 già attualmente iscritti alla scuola. “L’amore di Cristo ci spinge”  è lo stemma che campeggia entrando nel grande spazio delle suore a fianco della cattedrale di Dodoma. Le suore di Carlo Steeb e Vincenza Poloni sbarcarono in Tanzania a metà degli anni ’30 del secolo scorso a fianco dei padri passionisti. 80 anni di presenza nei quali queste donne  hanno seguito le linee di incarnazione del loro carisma: dispensari  e lavoro nella scuola, a tutti i livelli. Le suore di Verona avevano iniziato  prima con un dispensario, poi con la scuola di arti e mestieri, poi con una scuola materna, “ma i bambini crescono!”, sorride sr Clementina Bottaro. Il governo negli anni le aveva indirizzate verso l’apertura di una scuola secondaria, che in Tanzania è a livello nazionale. Ovvero le ragazze presenti nella scuola arrivano da tutta la Tanzania in base ad una graduatoria di merito gestita dal ministero dell’Istruzione. Quindi chi arriva, vista la lontananza dalla famiglia, ha bisogno non solo di programmi scolastici, ma anche di un ostello dove rimanere per gli interi mesi delle lezioni,  di una mensa, di spazi adeguati per la formazione, il riposo, il gioco, la socialità. Nella struttura vi lavora una decina di suore:  le italiane stanno decisamente lasciando il passo alle locali,  soprattutto nei compiti di responsabilità. Tutti i giorni si sfornano più di 600 pasti. La biblioteca è uno spazio ritenuto importante e che dovrebbe anch’essa raddoppiare grazie ai finanziamenti della Congregazione che crede fermamente nel progetto educativo affrontato in Tanzania e ai fondi dell’otto per mille gestiti della Conferenza Episcopale Italiana. Dice sr Bottaro: “Avevamo le due parti della scuola, la secondaria e la materna, lo stato in questi anni è tornato di nuovo alla carica: praticamente ci ha quasi obbligate ad aprire, o meglio, a raddoppiare la scuola primaria. All’inizio non eravamo preparate a questo, anche per lo sforzo economico che richiede. In effetti, però, garantire tutto il ciclo dell’istruzione ha un senso, soprattutto  una grande finalità educativa. I nostri bambini arrivano dalle classi sociali povere e da quelle medie. Chi può paga qualcosa, ma ci sono tantissimi che non possono pagare nulla. E noi li accogliamo lo stesso, fa parte del nostro carisma! I poveri si mescolano con chi sta un po’ meglio, hanno la stessa divisa, fanno a scuola la stessa vita, hanno le stesse possibilità.  E, in questo, siamo convinte di dare il nostro piccolo contributo a costruire la Tanzania di oggi e del domani. Nella festa per i 50 anni della scuola, sono intervenute ex allieve oggi diventate professioniste affermate, insegnanti, medico, ambasciatrici, alcune anche semplicemente mamme di famiglia. E tutte hanno dato testimonianza di quanto questa scuola abbia formato la loro personalità, dando possibilità che altrimenti sarebbero state  loro precluse. Sono belle soddisfazioni!”. 

Paolo Annechini

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