IL DRAMMA DEL CENTRAFRICA (ANCHE A PASQUA) Featured

 

 Carissimi, grazie degli auguri Pasquali ricevuti. Il mio ritorno in Centrafrica ha coinciso con la visita del nostro Superiore Generale e del Consigliere incaricato dell’Africa. In quei giorni, il Cardinale, arcivescovo di Bangui, ci ha invitati a pregare, perché  durante un concerto “per la pace”, sono state tirate delle bombe a mano tra la gente, causando al momento 2 morti e 20 feriti.  Alcune settimane fa, sempre qui a Bangui, una studentessa è stata travolta sulle strisce pedonali da una vettura dell’ONU, con il risultato che tutte le macchine con scritto ONU vengono sistematicamente prese a sassate al passaggio, sulla ampia strada di 5 km che va dal centro città fino al Km5, meglio non passare...non tutti sanno leggere quello che c’è scritto sulle macchine...e quinti tutti siamo sotto la minaccia dei sassi.   Ogni giorno si sperano notizie migliori soprattutto dall’interno del paese, dove c’è sempre qualche novità, normalmente negativa, che parla di movimenti di gruppi armati, vecchi e nuovi, che cercano spazio...per mangiare. La Conferenza episcopale Centrafricana, nel suo recente messaggio inviato ai fedeli e a tutti gli uomini e donne di buona volontà, ha scritto che “il déficit in materia di educazione rappresenta una seconda crisi e una schiavitù più devastatrice e di lunga portata.” Il risultato lo si vede già in tanti ragazzotti... Da tener presente che si può parlare di scuola qui alla capitale e in poche altre zone, in cui la situazione è relativamente calma per permetterlo. E poi c’è il problema degli insegnanti, il cui livello qualche volta è poco più alto di coloro a cui insegnano. L’altro capitolo, sempre in déficit, è quello sanitario, dove a soffrirne sono sempre i piccoli e i poveri: in particolare, i neonati sono le prime vittime in questo deserto sanitario. La zona attualmente più tormentata da lotte insensate è quella di Bangassou, all’est del paese, con attacchi e contro-attacchi, vessazioni, intimidazioni, ruberie alla piena luce del sole con la “quasi” approvazione della MINUSCA (le forze della missione dell’ONU, ndr) di cui la Conferenza Episcopale denuncia ancora una volta la mancanza di reazione in difesa dei più deboli, di cui ha il mandato. Un sacerdote diocesano è stato selvaggiamente aggredito in una delle parrocchie. Sei operatori umanitari sono stati uccisi a  Markunda senza ragione...O forse una ragione c’è: chi è occupato con le armi ha anche bisogno di mangiare...è quello che capita ogni quindici giorni qui a Bangui, verso il Km5 di famigerata memoria, dove i vari gruppi di auto-difesa musulmani se la prendono con i loro commercianti perché non pagano la “taglia”. Qualcosa si muove anche, ma la situazione generale lascia molto perplessi: all’interno e all’esterno del Paese molti sono interessati a che le cose non migliorino! Buon tempo pasquale a tutti: la luce di Dio ci faccia vedere e amare!

 

p. Gabriele Perobelli

missionario comboniano a Bangui

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