Un mese fa ci lasciava don Giuseppe Berti

Un mese fa ci lasciava don Giuseppe Berti, dopo quasi due anni di malattia a seguito di un incidente avvenuto a Chiang Mai, in Thailandia, dov'era missionario diocesano. A noi piace ricordarlo così (vedi il video)

https://www.youtube.com/watch?v=5FqjLD5xHeI

 

qui sotto lo scritto del suo compagno di seminario don Andrea Ronconi, che ha letto al funerale in ricordo di don Giuseppe:

Don Giuseppe Berti

Un uomo, un testimone, un prete convinto e fedele.

Giuseppe era anzitutto un uomo vero. Dotato di una grande umanità e di una forte determinazione, sapeva costruire relazioni belle e positive, grazie alle doti naturali di spontaneità ed cordialità, che lo hanno sempre contraddistinto.

Sapeva essere accogliente e disponibile, ed allo stesso tempo sempre autentico e schietto nel suo rapportarsi agli altri.  Fin dagli anni del suo cammino in seminario, iniziato nel 1990, si è fatto conoscere come un uomo vero, sincero, deciso, ma anche gioviale, amante della compagnia e dotato di una buona dose di ironia. Le sue battute spontanee lo hanno sempre contraddistinto, anche nel tempo della malattia.

Umile e sincero, non si è mai considerato superiore agli altri, ma sapeva sempre svolgere il suo dovere con impegno, con caparbietà, con forza d’animo. Abituato al lavoro serio e responsabile, conoscendo bene il valore della fatica e le preoccupazioni delle famiglie e dei lavoratori, ha saputo dedicarsi sempre con grande generosità e determinazione al suo ministero, riuscendo ad intercettare le problematiche della gente comune, accostandosi a molti come un fratello che ascolta, comprende, incoraggia.

In secondo luogo vogliamo ricordarlo come un testimone di Dio e dei valori importanti della vita; un testimone coraggioso, uno che non si ferma mai, capace di guardare sempre oltre l’ostacolo. Ha affrontato gli impegni vari e le difficoltà incontrate, da lavoratore prima, poi da seminarista, quindi in parrocchia a Tomba dal 1997 al 2002 e in missione, dal 2002 al 2016, sempre con lo sguardo rivolto a quell’Assoluto che era il suo motivo ispiratore. La sua fede sincera, semplice, ma granitica lo ha sempre sostenuto e lo ha reso testimone di speranza per molti.

Quando la sua ispirazione missionaria è stata indirizzata dai superiori verso la missione triveneta in Thailandia, non si è smarrito, ma ha iniziato il lungo e paziente impegno di apprendere la lingua e la cultura thai, all’età di 44 anni. Tanti sono i ragazzi di Borgo Roma, ormai diventati grandi, che ricordano la determinazione ed il coraggio del proprio curato. Tanti in missione ricordano la sua costante dedizione e la sua capacità di testimoniare sempre quel Dio che aveva nel cuore e che gli dava forza.

Infine ricordiamo Giuseppe come un prete convinto e fedele. Ha amato il suo sacerdozio, lasciando la casa di Castion veronese e il lavoro, per abbracciare questa vocazione e l’ha custodita nei momenti di difficoltà. Ha voluto essere sempre pastore “con l’odore delle pecore”, senza mai temere di rischiare nell’immergersi nella controversa realtà umana. Ha percorso i quartieri della periferia di Verona e i villaggi sperduti della Diocesi di Chan-Mai in Thailandia sempre con la stessa passione e con il desiderio di essere prete secondo il cuore di Cristo.

Ha vissuto il suo ultimo tratto di cammino terreno nella Casa del Clero di Negrar, dopo il tremendo incidente della Domenica delle Palme del 2016, mentre era in viaggio in moto, per andare a incontrare le sue comunità. In questo tempo, se pur segnato dalla fragilità, ha dato prova di essere un grande uomo di fede, grazie anche al costante sostegno ed alla amorevole assistenza dei suoi famigliari, presenti accanto a lui sempre, anche nell’ultimo momento, quando hanno pregato insieme, per l’ultima volta, il Magnificat. 

Era la sera dell’11 dicembre, e Giuseppe è partito verso il Signore; era lo stesso giorno in cui, quindici anni prima, era partito verso la Thailandia.

“Chiediamo a Dio di donarci la grazia di essere fedeli al nostro sacerdozio e di viverlo sempre con impegno”. Questo il suo testamento spirituale, consegnato a noi, compagni di ordinazione, il 17 maggio di quest’anno, nella cappella di Casa Clero al termine della Messa per il XX anniversario del nostro sacerdozio.

Grazie Giuseppe. Buon viaggio verso Dio.                                                                                                                            don Andrea Ronconi

 

 

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