I 40 anni della diocesi di Bissau Featured

 La chiesa cattolica organizzata come “chiesa locale in Guinea Bissau” compie 40 anni: li ha ricordati con il primo sinodo e con una solenne celebrazione domenica 19 novembre scorso cui erano presenti tutti i vescovi della Conferenza Episcopale che comprende Senegal, Mauritania, Capo Verde, Guinea Bissau: i due cardinali  Sarr di Dakar e Furtado di Mindelo- Capo Verde  e i 12 vescovi.

Uno sguardo all’oggi per intuire il futuro

Da un punto di vista civile, l’oggi in Guinea Bissau è caratterizzato da un periodo storico ancora molto complesso: una democrazia che non decolla, un potere puntellato da corruzioni mondiali, un’economia ostaggio della fame di piccoli e grandi sfruttatori attenti solo ai propri presunti diritti, una formazione all’impegno civile che manca del supporto di una scuola in prevalente stato di sciopero per stipendi non pagati ai docenti, una sanità lontana mille miglia dagli obiettivi prefissi a livello mondiale entro il 2020.

Da un punto di vista della vita di chiesa, il clima-pur nella sofferenza generale- è ricco di speranza: due diocesi vivaci, impegnate in una evangelizzazione capillare dove il laicato riveste un ruolo decisivo a tutti i livelli; un notevole sforzo di promozione umana e sociale secondo i criteri della dottrina sociale della chiesa, vista come l’altra faccia dell’evangelizzazione; un notevole impegno particolarmente della diocesi di Bafatà- che comprende l’est musulmano del paese e il sud prevalentemente animista e di cultura contadina- nel favorire il sorgere e svilupparsi di iniziative rurali che puntano alla migliore qualità della vita. Ogni parola di questa breve sintesi meriterebbe una lunga trattazione, ma è per dire come la vivacità e la vitalità della chiesa di Guinea Bissau va molto oltre le contingenze storiche negative.

Il protagonista mons. Ferrazzetta

I 40 anni di cammino di questa diocesi hanno avuto l’impronta chiara e stimolante dei vent’anni di episcopato di mons. Ferrazzetta, francescano di Selva di Progno, primo e indimenticato vescovo di Bissau, a quel tempo unica diocesi nel paese. Quello di Ferrazzetta fu un episcopato con una partenza in salita ma caratterizzata dall’entusiasmo tipico di ogni inizio: la ricerca di personale apostolico che andò di pari passo con l’acquisto di terreni strategici dove collocare in futuro le varie missioni; lo sviluppo di una rete capillare di servizi scolastici ad ogni livello, senza dimenticare per la città di Bissau  un liceo ed un centro professionale che sono diventate oggi vere eccellenze del settore. L’ animatore instancabile fu lui: dom Settimio, “un guineano nato per sbaglio in Italia”. E poi l’organizzazione del centro operativo della diocesi (curia, seminario, casa di formazione) che desse alla nascente chiesa particolare di Guinea Bissau la fisionomia decorosa di ogni chiesa particolare del mondo. E ancora,  la promozione di iniziative sanitarie sparse sul territorio e legate al servizio di differenti congregazioni religiose femminili; lo sforzo di adeguare l’annuncio del vangelo alle attese di popolazioni di differente cultura e di disparate sensibilità religiose.

La partenza in salita del 1977 (anno di ordinazione episcopale di mons. Ferrazzetta a primo vescovo di Bissau) si è sviluppata gradualmente fino a raggiungere il massimo nel 2017 con il primo sinodo della sua storia di questa diocesi, che punta dritto alla sempre nuova inculturazione del vangelo in una storia che si evolve e che molto spesso non risparmia turbolenze e venti contrari.

don Sergio Marcazzani

 

“MONS. FERRAZZETTA,  UOMO DI DIO CHE IL SIGNORE CI HA MANDATO”

 Domenica 19 novembre durante la celebrazione in ricordo dei 40 anni della diocesi di Bissau abbiamo messo a fianco dell’altare una gigantografia  di mons. Settimio Ferrazzetta, per dire il senso della nostra presenza qui in questa terra e per ringraziare il Signore per averci donato come primo vescovo mons. Settimio,  che ha saputo incarnare il valori del buon pastore e tutti lo riconosciamo come uomo di Dio che il Signore ci ha mandato. E quando diciamo uomo di Dio lo diciamo non solo per i cristiani, ma anche per i musulmani, per gli evangelici e per coloro che seguono la religione tradizionale. Abbiamo voluto questa celebrazione per ringraziare il Signore e chiedere l’intercessione a dom Settimio  perché ogni cristiano sia fedele a Dio e alla chiesa, in questo popolo che ha bisogno di veri discepoli in grado di testimoniare il vangelo di Cristo con la vita. Abbiamo messo al centro della celebrazione la figura di Ferrazzetta, missionario esemplare, bravo imitatore di Cristo, buon pastore. La sua vita oggi ci chiede di sapere anche noi servire questo popolo guardando soprattutto a coloro che soffrono di più e che hanno bisogno della nostra vicinanza, del nostro amore e della nostra generosità.

S.E. mons. José Camnate

Vescovo di Bissau

 

POTRO’ GIOCARE A PALLONE?

Quando sono arrivato in Guinea Bissau dal Brasile nel 1985 i sacerdoti diocesani  in tutta la Guinea Bissau erano solo due: José Camnate, attuale vescovo di Bissau e p. Domingo da Fonseca.  Andavi in cattedrale  a Bissau alle celebrazioni con dom Settimio e  quasi tutti i presenti erano preti e suore stranieri, missionari, bianchi.  Adesso sia qui a Bafatà che a  Bissau la chiesa locale è cresciuta moltissimo:  ci sono ancora missionari, e  speriamo che ne arrivino degli altri, ma sempre di più la chiesa è diventata locale: non solo i vescovi, ma anche i rettori dei seminari, gli uffici di curia, i preti delle parrocchie, le suore  e soprattutto i tanti, tantissimi laici nelle comunità che sono diventati catechisti o che, con la loro partecipazione, le animano.   Questo è un passo fondamentale, quel seme piantato da dom Settimio Ferrazzetta ha portato frutto!  C’è ancora molto da lavorare, ma quanta strada si è fatta in questi anni! Insisto su tre punti fondamentali per la nostra azione missionaria. Il primo, l’evangelizzazione, il  primo annuncio, la catechesi.  E poi l’educazione e la sanità, nel senso che la promozione umana deve andare  assieme  all’evangelizzazione.   Mi piace rileggere san Paolo là dove dice che se uno è in Cristo diventa nuova creatura e cambia la sua vita. La gente vede che quanto facciamo in ambito sociale lo facciamo per amore a Dio  e ai fratelli. Questo è il grande frutto del lavoro di mons. Ferrazzetta: quanto si è speso per il lebbrosi di Cumura, quanto si è speso per realizzare, da vescovo, scuole e  centri di salute dislocati nelle comunità, persino nelle terre più difficili da raggiungere del sud del paese.  In questi giorni  una consacrata della diocesi di Bafatà mi diceva di un bambino che piangeva  perché sta perdendo i  denti a causa della malnutrizione, e gli chiedeva: “ma avrò la possibilità di giocare a pallone?” La suore gli rispondeva: “certo che potrai”, ma in cuor suo la religiosa piangeva perché sapeva benissimo che la salute di quel bambino è già così compromessa che non potrà mai giocare a pallone. Questo è il nostro martirio, questa è la nostra lotta, questo è i nostro impegno. Come ci ha insegnato mons. Ferrazzetta.

mons. Pedro  Zilli

vescovo di Bafatà

   

 

 

Joomla Templates by Joomla51.com

Il sito di CMD VERONA utilizza i cookie tecnici per migliorare la navigabilità del sito. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Cookie Policy.

Accetto i cookies da queto sito.