LA MESSE È MOLTA Featured

 

 Si è tenuta venerdì 20 ottobre alle 20,30 nella cattedrale di Verona la tradizionale Veglia Missionari di Invio, cuore dell’ottobre missionario. Quest’anno sono stati 7 i nuovi missionari inviati dalla diocesi di Verona, più i ripartenti e i missionari di passaggio ai quali il vescovo ha consegnato uno speciale ricordo e una riconferma nell’affidamento alla missione. I sette nuovi missionari della diocesi di Verona sono: don Manuele Modena, don Francesco Castagna, Michela Andreato e Arianna Giovannini per la missione diocesana di Verona a Namahaca, in Mozambico, Tosi Gelmino e Brunelli Daniela di Avesa che partono con il CUAMM per il Sud Sudan, don Achille Bocci, per il Ciad, in una missione dei padri saveriani.  A questi il vescovo mons. Zenti ha consegnato la croce della missione e sono stati inviati dalla diocesi di Verona con il mandato missionario di evangelizzazione e promozione sociale presso altri popoli e altre culture. Una decina anche i missionari nati in riva all’Adige o appartenenti a congregazioni che hanno la loro sede a Verona che, trovandosi di passaggio o per un periodo di  vacanza a Verona, hanno partecipato alla Veglia ricevendo dal Vescovo la conferma nel loro impegno in missione:  sr Giuseppina Barbato, comboniana, missionaria in Sud Sudan, Marianna Consolini dell’Operazione Mato Grosso, originaria di Albarè, missionaria in Perù, Corbioli p. Celso di Velo, missionario in Guinea Bissau, Sr Loredana Monetti delle Piccole Figlie di San Giuseppe, missionaria in Georgia, sr Vanessa Perin, dell’Opera don Calabria, missionaria in Angola, Conti don Jorge,  dell’Opera don Calabria, missionario in Argentina, Sr Vanderlucia De Liveira, dell’Opera  don Calabria, missionaria in Brasile, p. Nello Vanzo, dell’Opera don Calabria, originario  di Campiano, missionario in Brasile, p Gianni Brentevani, saveriano di Rivoltella, missionario in RD Congo, p Danilo Mafficini, verbita di Isola Rizza, missionario in Brasile. Nella Veglia dell’Invio si sono ascoltate testimonianze missionarie dei nuovi partenti e anche di chi è rientrato dalla missione. Come Angela Chesini e Giampaolo Chiecchi di Fumane, rientrati dall’Angola dove erano inseriti nella struttura sanitaria del don Calabria, che hanno detto: “Aiutaci Signore a trovare la nostra strada qui, ora, in questa missione che è Verona, che è l’Italia. Come portare qui la ricchezza  sperimentata in Angola?” Sulle stesse note il vescovo mons. Zenti che nella breve testimonianza  ha ricordato l’importanza della missione Ad gentes: “una chiesa senza ad gentes è una chiesa morta”, ha ricordato mons. Zenti sottolineando come oggi la missione, seguendo papa Francesco, è ovunque. “In un mondo scristianizzato, come cristiani abbiamo il dovere di portare Cristo non solo ai lontani, ma anche ai vicini, in una logica dell’uscire alla quale ci invita papa Francesco”. P. Celso Corbioli, missionario O.M.I. di Velo, da 40 anni in Africa, ha detto: “MI sono sempre chiesto come il Signore riesce a servirsi di gente “inadeguata” come il sottoscritto, per portare il vangelo. Si vede che non sono io il protagonista, ma lo Spirito Santo!”. Don Giuseppe Mirandola, direttore del CMD, ha ricordato il lavoro che il Centro Missionario Diocesano sta facendo come contributo alla nascita delle unità pastorali, ovvero la preparazione di un piccolo documento da offrire alla diocesi dove missionari rientrati e missionari ancora sul campo raccontano le loro esperienze di unità pastorali, ovvero di lavoro in rete, in comunità di comunità, che da sempre fa parte fondante dell’essere chiesa missionaria, con la valorizzazione delle ministerialità.

Paolo Annechini    

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