“NON SIAMO NOI I PROTAGONISTI, MA SOLO SEMPLICI E POVERI SERVITORI” Featured

 

 

Il messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale ci ha ricordato  una cosa importante: "Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta" (n. 5). Da alcuni anni sono in una regione che si chiama Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, una regione martoriata da guerre, massacri e ultimamente anche da una persecuzione sempre più evidente contro la chiesa e soprattutto la chiesa cattolica. Nei giorni della Giornata Missionaria Mondiale  abbiamo ricordato anche il quinto anniversario del sequestro di tre preti assunzionisti, dei quali non si è mai avuto nessuna notizia e che ormai si è costretti a considerarli non più in vita.  Un anno fa un altro assunzionista è stato barbaramente ucciso, perché denunciava sistematicamente tutti i massacri e le violazioni dei diritti basilari dell'uomo. E in questi ultimi 5 anni si contano a migliaia le persone massacrate innocentemente. Due mesi fa altri due preti diocesani sono stati rapiti e anche di loro non si sa più niente e due settimane fa uomini armati fino ai denti hanno fatto irruzione nella parrocchia universitaria sequestrando uno dei preti che miracolosamente è riuscito a scappare nel momento in cui,  l'automobile sulla quale l'avevano caricato, si era fermata per un guasto meccanico. La chiesa di Butembo e del Congo in generale sta soffrendo, minacciata perché ricorda a chi è al potere di rispettare i principi della democrazia. E' presa di mira perché disturba chi vorrebbe servirsi del popolo e non servire il popolo. E allora, le parole del Papa che ci ricordano la vocazione e la missione della Chiesa nel mondo: essere Buon Samaritano e Buon Pastore, ci stimolano a essere portatori di speranza proprio là dove sembra che tutto crolli. I superiori mi richiamano in Italia per affidarmi un altro compito, ma ringrazio il Signore per questo tempo che mi ha dato di lavorare qui a Butembo, sia nella formazione dei nostri candidati comboniani, sia nell'apostolato con i ragazzi di strada.  Qui ci sono molte vocazioni, molti giovani che chiedono di consacrare la loro vita al Signore, e lo stare con loro mi ha aiutato a restare giovane, e loro mi hanno aiutato a rendermi conto della situazione di altri giovani costretti a vivere in strada a causa della guerra che ha decimato le loro famiglie o a causa della povertà frutto di ingiustizia e di sfruttamento. E cosi abbiamo aperto una scuola di falegnameria e arti per questi ragazzi in situazioni di disagio, e già due gruppi hanno ricevuto il diploma di falegname: 28 giovani. Un terzo gruppo di 19 ragazzi ha iniziato il mese di settembre scorso. Non abbiamo potuto non aprire una casa per i ragazzi di strada, che noi non chiamiamo più Ragazzi di strada, ma amici di Cristo ed è stata una grande benedizione per noi e per loro. Una decina hanno già lasciato questa casa per tornare a casa loro, altri 18 vivono, stanno studiano, giocando e esperimentando il calore famigliare in questa casa, nella speranza che un giorno possano ritornare nelle loro famiglie.  Questa casa è stata chiamata Mapendo house, la Casa dell'amore. E da qualche mese, con l'arrivo di una suora che si dedica a loro a tempo pieno, questo centro si è trasformato in famiglia, con una mamma!  Mi rincresce lasciare questa missione, ma vedo che il Signore vede e provvede e non siamo noi i protagonisti, ma solo semplici e poveri servitori.  Vorrei però invitare tutti voi a accogliere le parole del Papa. Si sentono spesso lamentele nei confronti degli stranieri che stanno invadendo l'Europa. Si, è vero, a volte possono creare dei problemi, come la pecora smarrita crea problemi al pastore, come l'uomo assalito dai briganti crea problemi al samaritano, ma il Signore ci invita alla misericordia, ci spinge a mettere in pratica le opere della misericordia: avevo fame, avevo sete, ero straniero, ero in carcere.... Siate uomini e donne di misericordia, non abbiate paura ad amare. Raccoglieremo quello abbiamo seminato. 

p. Eliseo Tacchella

comboniano

 

 

Joomla Templates by Joomla51.com

Il sito di CMD VERONA utilizza i cookie tecnici per migliorare la navigabilità del sito. Per saperne di più sui cookie che utilizziamo e come eliminarli, vedere la nostra Cookie Policy.

Accetto i cookies da queto sito.