I POVERI AUMENTANO, I RICCHI DISCUTONO

 

Carissimi amici, qui stiamo terminando la quarta domenica di quaresima ed ho appena finito una formazione di catechiste sull’iniziazione cristiana. Si tratta di studiare il progetto diocesano di rinnovare la catechesi che abbiamo cominciato da qualche anno. Prima di tutto c’è bisogno di aiutare le catechiste a percepire che la societá è cambiata, anche qui nel sertão, dove il tempo sembrerebbe immutabile. Le tradizioni tipicamente contadine si scontrano com una mentalità e costumi tipicamente urbani in tutte le nostre parrocchie… e per tutto il Brasile, anche se com ritmi e situazioni proprie di ogni regione. I vescovi, da qualche anno insistono sul riconoscere il cambio di epoca e sulla necessità di una catechesi di ispirazione catecumenale. Sarà anche il tema principale dell’assemblea dei vescovi brasiliani nel prossimo mese. I vangeli di queste due ultime domeniche ci hanno aiutato nella riflessione com le catechiste. La catechesi deve avere per obiettivo la maturità cristiana o, come si esprimono i vescovi, l’iniziazione alla vita cristiana. Aiutare le catechiste a fare il passaggio dalla preoccupazione per la celebrazione dei sacramenti della Prima Comunione e della Cresima alla preoccupazione di una esperienza/incontro con Gesú e con la comunitá non è facile. Non è la prima volta che facciamo studio e formazione sul tema, sono per lo meno tre anni che cerchiamo di riflettere e fare proposte di azione. La samaritana si incontra com Gesú, ed anche il cieco nato. La prima è preoccupata con l’acqua che doveva portare a casa, il secondo con una cura. Poca cosa davanti a quello che Gesú di fatto offre loro. Alla samaritana offre acqua sorgiva che possa saziare la sete di sentido. Al cieco dà una capacità di vedere in profondità, scoprire la cecità che c’è nel mondo (anche quello della religione).

Nel primo caso, lei diventa missionaria, dando la possibilitá ad altri di incontrarsi com Gesú, fare esperienza di ascoltarlo e credere. Nel caso del cieco, l’esperienza è traumatica: sarà espulso dalla comunità. Ma la costatazione é chiara: ora ci vede!

Il cammino della quaresima ci provoca a riflettere sulla nostra sete e sulla cecitá del mondo. Cosa cerchiamo, cosa desideriamo per la nostra vita e per l’umanitá? Cosa vediamo (o vogliamo vedere) di quello che ci circonda? Solo qualche giorno fa mi sono alzato di buon mattino, come faccio quasi sempre. Sono uscito e una coppia stava ritornando a casa con un fascio di legna sulla testa. Era legna per accendere il fuoco, probabilmente per fare il caffé e preparare la colazione. Da molto tempo non vedevo una scena cosí in cittá. Apparentemente niente di strano, se pensassi alla zona rurale, ma in cittá?!?

Il mio pensiero è corso veloce: é finito il gas di casa e non hanno piú soldi per comprare la bombola! Di fatto, il nuovo Governo ha tagliato i benefici sociali dei poveri e devono arrangiarsi com quello che la natura ancora gli mette a disposizione.

La povertà ritorna a battere alla porta di molti e la preoccupazione di come riempire la pancia o dar da mangiare ai figli lascerà molti in situazione di rischio, di necessità, di sottomissione. Pian piano, per loro, sarà impossibile pensare ad altre cose. Si creerà di nuovo la dipendenza dai “signori” e i poveri (necessitati) (s)venderanno i loro servizi per um piatto di cibo.

Per fortuna, o meglio, per la grazia di Dio, in questi giorni è piovuto in varie località della nostra diocesi (per altre ancora è secco, visto che le pioggie, ultimamente, sono a zone), dando fine (forse) ai biblici sette anni di siccitá. Questo forse darà la possibilitá di piantare a chi ancora ha riserve di sementi. Se la pioggia ritornerá a cadere in breve, potranno raccogliere. Mentre vedo la miseria orientare la ricerca dei poveri, ascolto i “signori” discutere al Parlamento una riforma della previdenza, decidere la terzerizzazione del lavoro, la privatizzazione della sanità. Diritti conquistati com fatica, come il diritto alla stabilitá nel lavoro, attraverso il libretto del lavoro (contro il lavoro nero), il diritto di sciopero, di pensione, di concorso pubblico, ecc. sono oggi praticamente cancellati e in balia alla buona volontá del datore di lavoro, o peggio, delle “crisi economiche” provocate dai venti finaziari speculativi che mettono in ginocchio intere economie. Tutto sulle spalle dei lavoratori salariati. La Conferenza dei Vescovi del Brasile ha appena pubblicato una nota sulla situazione socio-economica e politica ricordando che i diritti sociali sono frutto di una lunga coscientizzazione e conquista, non un atto di buona volontá. Tra poco celebreremo la settimana santa. Sofferenza e morte saranno celebrati come frutto di una serie di ingiustizie e soprusi. Gesú sarà “espulso”, morirá fuori della cittá, vittima innocente di un potere che pensa: “Meglio che uno solo muoia!” I sacerdoti erano preoccupati per il rischio di una rappresaglia del potere di Roma. Pilato era preoccupato per la sua posizione sociale nel giro della politica. E noi ci preoccupiamo di cosa? O meglio, ci preoccupiamo DI CHI? La vigilia di Pasqua rinnoveremo le nostre promesse di battesimo: a cosa dobbiamo rinunciare per mostrare la nostra fede?

Buona Pasqua.

Don Alberto Reani

Fidei donum in Brasile

 

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