Festa della Missione 2017

ANNUNCIARE NARRANDO

Si è tenuta domenica 14 maggio 2017 a Bovolone la tradizionale Festa della Missione, che quest’anno ha avuto come titolo “Annunciare narrando”. Sul palco del centro parrocchiale si sono alternati diversi missionari della diocesi. E’ intervenuto don Lucio Brentegani, fidei donum in Guinea Bissau, che ha ricordato come la missione di Bafatà sia impegnata oggi nella costruzione di una nuova chiesa e l’edificio di mattoni diventa lo stimolo per ripensare a che tipo di chiesa di persone si vuole arrivare. Pertanto, il lavoro di coinvolgimento della comunità vuole portare anche ad una riflessione pastorale per essere una chiesa di comunione, aperta, disponibile, accogliente, fatta da coloro che entrano in chiesa ma soprattutto da chi non varca quella soglia e questo, in un territorio dove l’80% è mussulmano ed il restante 20% non è cristiano assume delle sfumature importanti per una continua e rinnovata ricerca d’identità coerente con il mandato di Cristo.

Padre Davide De Guidi, comboniano che ha prestato il suo servizio in Italia per alcuni anni, è ora pronto per ritornare in Mozambico. Attraverso immagini, musica e parole ha ricordato a tutti i presenti i vari colori della missione, le mille sfumature di un servizio che sceglie di tradurre la fedeltà all’amore di Dio in gesti concreti di vicinanza ai poveri, alle donne, agli ammalati, quella che papa Francesco chiamerebbe “chiesa in uscita”.

Poi è stato il turno di due donne, due missionarie comboniane: suor Linda Mantovan e

suor Maria de Coppi entrambe in Mozambico. Il loro impegno è soprattutto nella pastorale che si traduce in un’attenzione alla gente, a lungo provata dalla guerra e da situazioni di povertà che feriscono la loro dignità. Parlare di Gesù Cristo significa camminare con questo popolo, condividere le loro fatiche e sofferenze e far sentire l’abbraccio materno di una chiesa che si fa compagna di viaggio.

Ha chiuso l’incontro con i missionari mons. Giuseppe Pasotto, vescovo nel Caucaso, originario di Bovolone, che ha ricordato la grande sfida che sta vivendo in quei territori che assume sempre più i contorni di una missione ecumenica. Un’avventura nata per caso, partita dal nulla ma con la consapevolezza che parlare di un Dio che è Padre significa cercare i fratelli. Questo è il cammino ecumenico: cercare il fratello e insieme cercare il Padre. La bellezza della cattolicità è la capacità di avere uno sguardo più ampio, che travalichi i tanti confini, non solo geografici ma soprattutto culturali, che continuamente si frappongono.

Un momento significativo della festa sono state le bancarelle della missionarietà: dodici tra istituti missionari e associazioni missionarie veronesi hanno esposto sulla piazza della chiesa le loro iniziative di animazione missionaria e oggettistica proveniente dal sud del mondo. Alle 11.30 i partecipanti alla Festa della Missione hanno condiviso la messa parrocchiale concelebrata da mons. Giuseppe Pasotto, mons. Eugenio Dal Corso, vescovo in Angola dell’istituto dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, i direttori del Centro Missionario Diocesano, don Giuseppe Mirandola, don Dario Vaona e tutti i missionari presenti.

All’interno dell’eucarestia c’è stata anche l’occasione di accogliere i rientrati della missione per il loro nuovo impegno in diocesi: don Andrea Girardi, don Emanuele Modena, don Michele De Santi, Sara Martari e Romina Dusi, tutti rientrati dal Brasile.

Con una preghiera speciale di benedizione, la comunità ha accolto alcuni giovani che durante l’estate faranno delle piccole esperienze di missione e tra questi in modo particolare ricordiamo coloro che hanno frequentato il corso di formazione del Centro Missionario Diocesano “In viaggio per”, i giovani del GIM (Giovani Impegno Missionario - un percorso di spiritualità missionaria della famiglia comboniana) ed anche i partecipanti del percorso formativo di animazione missionaria del Centro Missionario Diocesano. Per quest’ultimi la prospettiva non è tanto quella di vivere un’esperienza in altri continenti ma la loro missione diventa la presenza e l’impegno nell’animazione missionaria in diocesi e nei territori in cui ciascuno vive.

La festa si è conclusa con il pranzo, momento di convivialità con parenti e amici dei missionari veronesi ed era bello vedere sul volto di tutti la gioia che quest’incontro ha lasciato negli occhi e nel cuore.

 

Stefano Gaiga

 

  

 

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